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In giro per l’Umbria: Norcia e il parco dei monti Sibillini

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A cavallo tra l’Umbria e le Marche, ai piedi del monte Vettore, questo bel parco è l’unica zona veramente selvaggia dell’Italia centrale. Per secoli si narrava che queste montagne fossero abitate da fate e dalla misteriosa Sibilla, oggi sono rifugio del lupo, dell’aquila reale, del falcone pellegrino e del gufo granducale. Se amate i dirupi scoscesi, le valli profonde e i circoli glaciali siete nel vostro habitat! Il principale punto d’accesso al parco è la piccola città di Norcia, piccola ma con una grande fama! Il fondatore del monachesimo occidentale, San Benedetto, vi nacque nel 480. L’altra celebrità è il tartufo: la fiera del tartufo nero costituisce un’occasione unica per gustare tutti i tipi di specialità a base di tartufo, ma anche salumi, formaggi e cereali. Tornando al parco dei Monti Sibillini visita obbligata a Castelluccio e il piano Grande a circa 30 km da Norcia. Un luogo incantevole e sereno al quale si arriva tramite una magnifica strada che sale al di sopra della vallata. Anfiteatro naturale circondato da montagne spesso innevate, il piano Grande, di origine carsica, offre un paesaggio insolito, che può evocare il Tibet, le Ande o il Grande Nord. In lontananza il villaggio di Castelluccio, appollaiato su una collina a 1452 metri di altezza, domina la pianura e sembra un pò sperduto in questa immensità. Il paese è famoso per le sue lenticchie e per la ricotta.

Osteria del Matto

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All’ingresso trovi un cartello che ti saluta più o meno così: “se non bevi vino non puoi entrare”. All’interno musica jazz e pareti che ti parlano: pinocchi, maschere, burattini, stampe, fotografie e disegni. La luce è fioca e dal soffitto scendono aglio, palle di Natale a Marzo, tappi di bottiglie bevute un tempo. Il menù e fisso quanto buono. Abbiamo mangiato stufato, lenticchie con salsiccia, insalata di farro, salumi, bruschetta con pomodori e capperi, pasta fatta in casa. Ma non vi garantiamo che avrete il nostro stesso menù, perché dipende da una serie di variabili non controllabili prima fra tutti l’umore di chi cucina. L’unica scelta che vi sarà data di fare è tra vino bianco e vino rosso. Ogni tanto la mamma esce dalla cucina per prendere una boccata d’aria e controllare che le sue creazioni siano apprezzate dai commensali. L’esperienza di un pasto qui è il carnevale del gusto. Se siete oppressi dal tempo o dalla dieta e volete mangiare in tranquillità senza che nessuno vi interrompa allora desistete perché questo posto non fa per voi. Per tutti gli altri avventurieri se passate da Spoleto, magari in questo periodo in cui si festeggia il Festival dei due mondi, fermatevi subito!

In giro per l’Umbria: Spoleto

Spoleto

 

Spoleto, appollaiata su una collina bagnata dal torrente Tessino, non ha la stessa atmosfera delle città vicine, tuttavia riserva belle emozioni grazie ai suoi tre millenni di storia che hanno lasciato testimonianze storiche e culturali. San Francesco stesso amava risiedervi, tanto che fondò un eremo su Monteluco che domina l’intera cittadina. Oggi il fascino del luogo è stato snaturato dalla strada che ha rimpiazzato l’antica via Flaminia. In ogni caso, non tutto ciò che è moderno è da mettere sotto accusa… Tra tante, una felice iniziativa, per esempio, è l’appassionante Festival dei Due Mondi che ogni anno, dalla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, con le sue musiche anima tutte le vie e le piazze della città.

Ristorante Umbria

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Sicuramente il Ristorante Umbria rappresenta per Todi il simbolo dell’eccellenza culinaria e soprattutto il custode delle tradizioni della vera cucina tuderte, che vede riproposti, ormai da più di mezzo secolo, i piatti più importanti della storia gastronomica cittadina nel suo menù. Tutto ha origine dalla volontà di Sabatino Todini di dare finalmente sfogo alla sua passione per la cucina, così con grandi sacrifici, acquista, insieme alla moglie Ida, nel 1953 l’avviamento commerciale di piccola trattoria in cui la fa da padrone la vendita “alla mescita”. Con pazienza inizia l’importante opera di trasformazione attraverso interventi di miglioramento dell’immobile ma soprattutto con una ricerca delle ricette regionali riviste e riproposte in modo innovativo. Negli anni 60/70 viene ristrutturata la magnifica terrazza all’aperto da cui si gode un panorama mozzafiato sulla catena dei Monti Martani e sulle valli che si inseguono sino alle pendici della Città di Todi.

In giro per l’Umbria: Todi

Todi

 

“Todi, una città in posizione difficile per il turista, ma nient’affatto scomoda per il viaggiatore”, così lo scrittore britannico Edward Hutton la definiva nel 1905. Costruita dagli Etruschi su due colline gemelle, l’antica Tuder (parola estrusca che significa frontiera) fu poi colonizzata dai Romani, che operarono interventi importanti riempiendo l’avvallamento che separava le alture per creare un’unica piazzaforte. Di questa antica epoca sopravvivono alcune vestigia, tra cui le belle mura. Oggi questo grosso borgo arroccato, cinto da bastioni medievali e percorso da strade lastricate, merita sicuramente una visita durante il giro dell’Umbria.

In giro per l’Umbria: la cascata delle Marmore

la cascata delle Marmore

 

Poiché le acque sono utilizzate per la produzione di energia idroelettrica, oltre che a fini turistici, gli orari della cascata sono regolamentati in modo preciso e complicato. Sul posto, due terrazze panoramiche: il belvedere inferiore e il belvedere superiore, con una biglietteria ad ogni livello. In più c’è un servizio di pullman gratuito che collega i due belvedere. Questa cascata non è un regalo della natura, ma il frutto del lavoro dell’uomo. Fu infatti realizzata nel III secolo a.C. dal console romano Manlio Curio Dentato che decise di aprire una breccia nello sbarramento naturale di travertino che bloccava le acque del fiume e provocava inondazioni della piana di Rieti. Il risultato fu questa cascata articolata in tre salti di altezza complessiva di 165 metri. Nel corso degli anni fu oggetto di altri interventi. Oggi raccoglie le acque del fiume Velino insieme a quelle del lago di Piedilucco, dando luogo a uno spettacolo sorprendente. Dal belvedere inferiore si ricevono gli spruzzi e da quello superiore ci si può avvicinare alla prima cascata, alta 80 metri. I due sono collegati da un sentierino che,  metà strada, presenta un percorso ad anello da cui si può sfiorare l’acqua a più riprese. Arrivate al balcone degli innamorati attraverso un piccolo tunnel scavato nella roccia…

Trattoria la Palomba

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Il Ristorante La Palomba è un’antica trattoria situata in uno dei quartieri più caratteristici del centro storico Orvietano, attiva fin dai primi del 1900. Il locale, situato in una strada tranquilla e pittoresca nei pressi del duecentesco Palazzo Comunale, offre un ambiente caldo, semplice ed accogliente, tipico di una conduzione familiare. La cucina è tipica locale, che propone tra le specialità le tagliatelle alla Don Marcello, gli Umbrichelli con alsa tartufata, il piccione alla “leccarda”, il filetto al cardinale, agnello e cacciagione in genere. Il Ristorante Trattoria La Palomba, situato ad Orvieto in provincia di Perugia, dispone inoltre di una discreta carta dei vini.

Orvieto Underground

Orvieto Underground

Orvieto conta circa 1200 cavità, delle quali 440 cartografate. Il loro scavo era stato ben organizzato seguendo l’andamento della roccia sempre verso il basso, al fine di predisporre le fondamenta della costruzione in superficie. È qui che si lavorava, al riparo del sole, e che si conservavano gli alimenti, grazie al fresco e all’ombra. Nel corso dei secoli, queste grotte furono adibite a differenti usi: furono cisterne, cave, cantine per vino, olio e formaggi e persino rifugi anti-aerei durante la seconda guerra mondiale. I punti salienti della visita sono un antico frantoio, un pozzo etrusco di dimensioni tali (80x120cm) che vi potesse entrare un uomo dell’epoca (alto in media 1 metro e 45) e antiche piccionaie.

In giro per l’Umbria: Orvieto

Orvieto

 

Orvieto troneggia superbamente su una rupe di tufo e di pozzolana, testimonianze di un’attività vulcanica che risale a centinaia di migliaia di anni fa. Il luogo, abitato fin dall’età del Ferro, conobbe poi l’insediamento degli Etruschi che fondarono la città di Velzna, distrutta in seguito dai Romani che vi costruirono la loro Urbe Vetus. Annessa allo stato pontificio a metà XV secolo, fu un luogo prediletto dai papi, perché più sicuro di Roma. Grazie al Duomo, uno dei più belli d’Italia, e al suo celebre vino, la città è diventata molto turistica, ma ha saputo conservare il fascino di un tempo. Si può gironzolare qua e là senza una meta precisa, nelle sue belle stradine medievali che rivelano sempre piacevoli sorprese.

Da Sauro

Da Sauro Isola Maggiore
Situato all’estremo lato nord del caratteristico borgo dei pescatori, l’albergo “Da Sauro” da 45 anni offre la possibilità di immergersi nel paradiso naturale  di Isola Maggiore, la più importante delle tre isole del Lago Trasimeno, luogo ideale per tutti coloro che cercano pace e relax in un ambiente sano e costantemente a contatto con la natura. Al ristorante “Da Sauro”, oltre ad assaporare i piatti della tradizionale cucina lacustre,  si possono gustare i sapori tipici del territorio umbro e toscano, esaltati dagli ottimi vini locali. L’ampio salone e la terrazza sul lago sono ideali per ogni tipo di cerimonia  e di festa o anche solo per trascorrere una serata in perfetta tranquillità e intimità. Il rientro serale è garantito da un servizio barca-taxi privato anche se é vivamente consigliato passare la notte sull’isola. Un isola con soli 13 residenti dove si puó fare una splendida passeggiata notturna immersi nel silenzio, nei profumi, sotto una coperta di stelle con il luccichio lontano dei borghi adagiati sulle rive del lago Trasimeno.