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Ciao Sampdoria!

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Scrivo questo post per fare un pó di chiarezza rispetto la mia decisione di non seguire piú assiduamente le sorti dell’ U.C. Sampdoria e lo faccio perché molti amici mi fanno mille domande e mi rendo conto che per quanto sostengano di capire ancora non ci credono. Chi mi conosce sa che mio papá mi portó allo stadio nel lontano 1979, sono stato abbonato da quando ho raggiunto l’etá minima per aver bisogno di un biglietto per entrare e nel mio “curriculum” posso vantare ormai quasi 300 trasferte al seguito della maglia negli stadi italiani e europei. L’anno scorso, come sempre, sono andato incontro a mille sacrifici per vedere una decina di partite dal vivo, partendo da Barcelona, dove vivo, e coi mille problemi che ogni appassionato deve affrontare per comprare un biglietto e assistere a una partita di calcio sul territorio italiano. Ore di sonno perse, viaggi interminabili, distrutto al lavoro sempre e solo per la maglia. Non ho mai deciso il viaggio secondo l’importanza della partita, il criterio era molto piú facile: una al mese. Arrivati a maggio era il momento di andare a Roma per Lazio-Sampdoria…attesa estenuante perché la cupola mafiosa del calcio del belpaese decidesse l’orario (10 giorni prima del match) e finalmente acquisto del biglietto, decisamente caro visto il poco anticipo, per la capitale. Tutto pronto se non fosse che 4 giorni prima del match si decida per qualche imprecisata ragione di posticipare la partita rendendomi praticamente impossibile assistere. Provo a scrivere alla societá, dalla quale probabilmente sarebbe bastato rispondere, ma la realtá é che alla U.C. Sampdoria, i suoi impiegati e i suoi dirigenti non interessa niente della tifoseria, o meglio, solo sono interessati nei tifosi cinesi che rappresentano un potenziale económico decisamente superiore. Adesso vi do la mia versione, non pretendo sia giusta peró é la mia. Molti di voi combattono contro il calcio moderno e contro la tessera del tifoso, oggi vi dico, se ce ne fosse ancora bisogno, che state perdendo tempo. I club per primi ci vogliono trasformare in clienti, parlano di fidelizzare i tifosi…parola che mi fa ridere…fidelizzare un tifoso é come dire a un figlio di amare la propria madre, questó é nel DNA…e non ci vuole un genio per capirlo. Oggi i club vogliono un cliente ma forse non sanno che il tifoso ragiona con la pancia, il cliente con la testa. Quindi io sono cliente della U.C. Sampdoria e visto che la stessa mi prende a calci in faccia a partire da ora saró cliente di qualcun’altro. Club, Lega, Sky vogliono fare il business ma la loro ignoranza non gli permette di capire come farlo. Mitizzano il calcio inglese….stadi pieni perché gli impianti sono supermoderni e accoglienti…supermoderni? e che impianti hanno visitato? Qualcuno ha visitato Anfield Road, Goodison Park, Boleyn Ground, Craven Cottage…vi sembrano moderni? A me no ma le panche di legno che hanno in tribuna…eh si panche di legno non seggiolini di pelle umana, trasudano profumo di football. Veró l’Inghilterra é la capitale del calcio business, non esiste altro paese in grado di vendere il prodotto calcio come oltre manica, e gli stadi sono strapieni questo perche in Inghilterra il tifoso é al centro del mondo, perché a parte essere il patrimonio del club é il primo cliente del club. La Sampdoria non risponde a una mail perché hanno troppo da fare o perché non gli interessa? Provate a scrivere una mail al Manchester United o al Real Madrid e come per magia in 48h massimo riceverete una risposta. In Inghilterra se non puoi andare alla partita ti rimborsano il biglietto, gli orari vengono confermati con 6 settimane di anticipo e una volta che sono confermati sono confermati. In Inghilterra il tifoso é al centro dell’attenzione del club, esempio ecclatante quello che successe allo Stoke City la scorsa stagione, la squadra perse 4-0 in una trasferta dove giocó malissimo, il club e i giocatori per scusarsi coi tifosi presenti in trasferta li invitó tutti alla successiva…(io ricordo a metá 90 piú o meno 2 trasferte seguite alle quali ovviamente ero presente Cagliari e Piacenza dove subimmo 9 goal e nemmeno le scuse). Vivo in Spagna e qua se sei socio del club hai accesso a tutte le partite casalinghe. Faccio un esempio, un abbonamento in curva al primo anello del FC Barcelona costa circa 350 euro al quale si aggiunge l’iscrizione come socio altri 150 (si pagano a gennaio e danno accesso a tutti i servizi del club), nell’abbonamento entra la liga, la copa del rey e tutta la champions. Ogni abbonato ha un codice e una password necessari a, udite udite, liberare il posto in caso di non poter andare alla partita. In questo caso il club rimette in vendita il biglietto e in caso di vendita fará a metá con l’abbonato. Questo denaro verrá introdotto sul conto socio e al rinnovare, di forma automatica con domiciliazione bancaria e spedizione dell’abbonamento gratuitamente a casa, il totale viene scontato. Con i prezzi dei biglietti del Camp Nou liberando 6 volte ti sei ripagato l’abbonamento. Detto questo potrete capire come mi sento tradito dalla societá che ho sempre sostenuto, seguito e messo al primo posto. La dimostrazione del loro inesistente interesse mi ha fatto decidere di dire basta e smettere di seguire il peggior prodotto calcistico d’europa. Nazionale e pessime figure in Europa ne sono la dimostrazione. Non rinnego niente di quello che ho fatto e soprattutto sottolineo non é una decisione presa basandomi sui risultati sportivi, non mi sono mai interessati e il fatto stessi viaggiando a Roma per una partita che non contava niente é la dimostrazione. Oggi la U.C. Sampdoria avrá guadagnato 1000 ricchissimi clienti cinesi peró ha perso un tifoso che c’é sempre stato e gli ha dedicato piú di 30 anni della sua esistenza…congratulazioni e buona fortuna.

Ciao Mary!

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Ciao Maria, oggi voglio scriverti anche io. In questo giorno triste, nonostante la lontananza, non posso far altro che pensare ai tanti momenti ormai lontani condivisi con te. Con te che forse sei stata un pó una mamma per tutti noi, e noi, da figli un pó vivaci, ti abbiamo spesso fatta impazzire durante i lunghi viaggi per seguire la nostra amata maglia Blucerchiata. Ricordo ancora quando ti chiamavo la sera a casa per prenotare le trasferta, magari stavi cenando peró avevi sempre voglia di chiacchierare e raccontare qualcosa…raccontare si…ti piaceva parlare e meno ascoltare. Noi sui pullman eravamo agitati…e tu un pó “rompi”, le guerre con Paolo e Alberto dei “Vamos”, il davanti contro dietro…il caos e la confusione…peró i tuoi pullman hanno avuto negli anni un filo conduttore…sempre ci si sentiva a casa e in famiglia. Oggi stavo pensando a quante persone ho conosciuto grazie ai tuoi viaggi, con molti di loro sono ancora in contatto e so che per ognuno di loro oggi sará, come per me, un giorno triste e pieno di ricordi. Hai sempre avuto un pensiero per tutti…mi ricordo in particolare quando eravamo andati ad Ancona in finale di Coppa Italia, ero in campo accreditato e quando stavo andando a ritirare il pass mi avevi chiamato e lasciato un biglietto per la partita…nel caso l’accredito non ci fosse stato. Ricordo le lotterie sul pullman, le litigate con quelli di Struppa e la tua grande passione per la nostra squadra. Potrei stare qua per ore ricordando aneddoti peró non é necessario giá che sono dentro di me e oggi li sento vivi, con un pó di nostalgia ma con la felicità di averti potuta conoscere e frequentare. Io oggi non ti immagino nel terzo anello della Sud, ti immagino seduta in tribuna con un grande sorriso stampato sul viso. Grazie di tutto Maria, dimenticarti sará impossibile.

24h a Roma!

RM

Non sono pazzo, almeno non del tutto! 24h a Roma sono poche, troppo poche, e in effetti questo raid era dovuto solo ed esclusivamente alla partita tra Lazio e Sampdoria che avrebbe dovuto essere disputata sabato 11 alle 18.00. Avrebbe dovuto, perché con la solita arroganza, prepotenza e completa mancanza di rispetto nei riguardi dei tifosi, la cupula mafiosa composta dalla Lega Calcio, Sky, SS Lazio e ahimé UC Sampdoria hanno deciso con pochi giorni di anticipo, di posticipare la partita alla domenica adducendo scuse insensate. Questa decisione, questo ennesimo schiaffo ricevuto mi ha fatto decidere di non seguire piú il calcio italiano. Molti dei miei amici ancora non lo credono possibile, peró a partire dalla prossima stagione il mio campionato principale sará la Premierleague. Onestamente non avevo voglia di partire, peró l’insistenza di mia moglie mi ha fatto decidere di non rovinarmi il fine settimana, di godermi la cittá eterna e la compagnia dei nostri splendidi amici Romina e Felice. All’arrivo siamo stati accolti da un pranzo di Natale a casa dei genitori di Romina, dove abbiamo gustato ottime pietanze in buonissima compagnia…da li una passeggiata per le strade e stradine della cittá piú bella del mondo. A causa della trasferta erano in cittá altre due amiche che ho incontrato con piacere…piú di una volta! Alla fine Roma mi ha messo come sempre di buon umore e in piú ho scoperto una parte che non conoscevo durante una lunga passeggiata serale. Alla fine questo fine settimana ha lasciato cose positive e forse mi ha definitivamente liberato da qualcosa che mi ha sempre condizionato troppo.

Conosciamoli bene….Cialtroni dal 1893!

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Il riconoscimento di prima squadra di calcio italiana, nel senso di più antica, è una questione che ha dato luogo a controversie. Le discussioni sono dovute al fatto che molte squadre protagoniste degli albori del football moderno – nel paese che vanta diverse versioni antiche del gioco con il pallone (vedi calcio fiorentino) – nacquero come sezioni calcistiche di società polisportive che prevedevano sezioni differenti per le diverse discipline praticate, che andavano dall’atletica leggera (erano gli anni dei primi Giochi olimpici moderni ideati da Pierre De Coubertin), alla ginnastica, al polo, al cricket, o all’interno di esse prima dell’istituzione della sezione.
I primi tornei di calcio, infatti, in cui si giocava una versione del football (comunemente denominata calcio ginnastico) poco dissimile da quella praticata nel Regno Unito, furono i Tornei della FGNI, federazione di ginnastica (e non un organo prettamente calcistico) che solo dal 6 maggio 1903 (con la nuova denominazione FGI) adottò in via definitiva le regole stabilite dall’International Football Association Board (IFAB). Le origini ginniche di questi tornei affondavano le radici nelle città di Rovigo, dove la Società Rodigina di Ginnastica Unione e Forza iniziò a promulgare, il 28 aprile 1893 nella figura del Maestro Francesco Gabrielli, il gioco del calcio, e di Treviso, dove ebbe luogo la prima edizione dei tornei, nell’ambito del Concorso Interprovinciale Ginnastico del 1896. Sebbene la succitata competizione trevigiana sia stata la prima manifestazione calcistica italiana ed i tornei indetti dalla FGNI siano divenuti, a partire dal 1901, campionati nazionali ufficiali a tutti gli effetti, la FIGC (all’epoca FIF), fondata il 16 marzo 1898, si limita a riconoscere nei propri albi d’oro solo i tornei da essa organizzati (il primo di questi fu il Campionato Federale, disputatosi il giorno 8 maggio 1898 al Velodromo Umberto I di Torino), nonché i tre tornei di Prima, Seconda e Terza Divisione istituiti dalla Confederazione Calcistica Italiana (CCI). Va, comunque, precisato che la stessa FIF, la quale adottò fin dall’inizio le regole britanniche complete, aderì ufficialmente all’IFAB soltanto dal 1904, quando la neonata FIFA divenne membro dell’organismo. Per tale motivo l’intera iniziale attività calcistica italiana si sviluppò, tecnicamente, al di fuori dell’International Football Association Board, come del resto quella di tutto il mondo ad eccezione delle Isole britanniche, elemento che consentiva e giustificava de facto l’autonomia regolamentare della FIF e della FGNI. Tali ed altre considerazioni, come la constatazione che alcuni gruppi di atleti praticavano, in squadra, la disciplina del football in maniera episodica, sotto denominazioni di club non ancora costituiti, hanno contribuito a rendere difficile una immediata ed inequivocabile ricostruzione storica per individuare quale sia stata la prima squadra di calcio italiana. Il diritto di primogenitura nel calcio italiano è da sempre rivendicato dal Genoa, fondato ufficialmente nel 1893 ma in qualche modo attivo senza crismi di ufficialità già dal 1890, come risulterebbe dall’utilizzo del campo da gioco ceduto in comodato ai futuri genoani da due industriali scozzesi le cui aziende operavano nel capoluogo ligure – Wilson e McLaren – a Sampierdarena. Di certo il Genoa è la più antica società italiana tuttora praticante il football, nonché l’unica a poter attualmente suffragare la propria tesi con documenti originali che ne certificano l’anno di fondazione (era un caso tipico del “calcio dei consolati”, nato per volere delle autorità diplomatiche genovesi). Il documento in questione attesta l’avvenuta fondazione del Genoa Cricket and Athletic Club il giorno 7 settembre 1893. Si tratta di un libro mastro a partita doppia recante la firma del Console inglese a Genova, Sir Charles Alfred Payton. Il documento è rimasto fino al 2004 nelle mani degli eredi del giornalista e scrittore Gianni Brera, a cui venne dato dall’ex segretario del Genoa Toso. Nel 2004, in occasione della Mostra Pallamondo svoltasi nell’ambito delle celebrazioni per Genova capitale europea della cultura per il 2004, l’originale del documento è stato riconsegnato alla società del Genoa che ora lo espone nel Museo della storia del Genoa nella sede della Fondazione Genoa 1893, assieme ad altri documenti ufficiali, cimeli, magliette ed il pallone originale della finale del primo campionato. Il primato del Genoa – nato come Genoa Cricket and Athletic Club nel 1893 e dedito al cricket, nonché (secondariamente e riservato ai residenti inglesi nella città ligure) al football, divenuto poi il 2 gennaio 1899 Genoa Cricket and Football Club – è stato messo in discussione soprattutto da chi ha sostenuto un diritto di primogenitura piemontese, rivendicando in particolare il fatto che le più antiche squadre di calcio siano state torinesi.
Le squadre piemontesi
La prima formazione dello Sport-Club Juventus nel 1898. Sotto il profilo riguardante la discussione non vanno tanto considerati la Reale Società Ginnastica Torino, fondata nel 1844, ma che istituì la sezione calcistica solo nel 1897, né il Football Club Torinese, nato nel 1894 e di cui Herbert Kilpin, nelle sue memorie, dà conto abbia disputato una partita nel settembre 1891,[5][6] bensì il Football & Cricket Club, che vanta la costituzione nell’anno 1887 ad opera di Edoardo Bosio, e che, fondendosi con il Nobili Torino, club sorto nel 1889 per volontà del principe Luigi Amedeo di Savoia-Aosta e del marchese Alfonso Ferrero di Ventimiglia, dette vita all’Internazionale Torino nel 1891. Sempre nel capoluogo del Piemonte, nel 1894 si formò il Football Club Torinese, seguito nel 1897 dallo Sport-Club Juventus (divenuto Foot-Ball Club Juventus nel 1899) e nei primi del Novecento dalla Cavour, compagine degli studenti dell’omonimo liceo costituito nel 1865. Al di fuori di Torino, invece, la Società Ginnastica Pro Vercelli nacque nel 1892, ma la sezione dedicata al calcio fu istituita nel 1903, mentre la Società Ginnastica Pietro Micca di Biella, sorta con la denominazione Società Ginnastica Biellese nel 1899, iniziò a dedicarsi ufficialmente al football tre anni dopo la sua fondazione. Altri sodalizi praticanti il calcio, ma esclusivamente in ambito ginnico, furono la Ginnastica Pro Novara, nata nel 1881 come “Società Ginnastica e Scherma Novara”, la Società Ginnastica Forza e Virtù, costituitasi a Novi Ligure nel 1892, l’Unione Pro Sport Alessandria, fondata nel 1896 (sebbene alcune testimonianze narrino che già nel 1891 il nuovo sport fu presentato dal sudetto Bosio agli alessandrini, e che nel 1894 si tenne una partita fra una rappresentativa locale ed il Genoa), e la San Filippo Neri di Tortona, d’incerta datazione. Al 1898, infine, risale la notizia circa un incontro di football disputatosi a Cuneo tra formazioni di ginnastica.
Le altre squadre liguri
A rappresentare la Liguria, all’epoca, concorsero anche la Società Ginnastica Andrea Doria, fondata a Genova nel 1895, con la sezione calcistica istituita nel 1900, e due club del quartiere genovese di Sampierdarena (che in quel periodo non era stato ancora assorbito dal capoluogo ligure): la Pro Liguria, sorta nel 1897, e la Società Ginnastica Sampierdarenese, nata nel 1891 ma avviata ufficialmente al football, secondo fonti autorevoli, a partire dal 1899.[14][15] Analogo, inoltre, è il caso dell’Unione Sportiva Sestri Ponente 1897, con sede nell’omonimo sobborgo genovese (all’epoca Comune autonomo): il suo settore calcio, tuttavia, sorse nel secolo successivo a quello esaminato, e venne anche inglobato dalla Fratellanza Sportiva Sestrese Calcio 1919. Non istituì, invece, una sezione dedicata la Società Ginnastica Raffaele Rubattino, nata a Genova nel 1894 (fatta eccezione per quella relativa al futsal), oltre alla Società Ginnastica Nicolò Barabino, costituitasi nel 1897 a Sampierdarena.
Andando oltre il contesto della Grande Genova, troviamo la Fratellanza Ginnastica Savonese e l’Unione Sportiva San Filippo Neri di Albenga, fondate rispettivamente nel 1883 e nel 1893, le quali svilupparono la pratica del football in forma ufficiale solo nel secolo successivo a quello di nascita. La Fratellanza Ginnastica Savonese, in particolare, diede vita alla sua “sezione giochi” (il Savona Calcio) nel 1907. Sempre nel 1893, inoltre, prese vita la Ginnastica Pro Chiavari, la quale si unì temporaneamente alla Virtus Entella nel 1919.
Le squadre lombarde
Herbert Kilpin, tra i fondatori del Milan Foot-Ball and Cricket Club nel 1899.La più antica squadra di calcio lombarda fu, certamente, la Società per l’Educazione Fisica Mediolanum, fondata a Milano nel 1896 come Società Ginnastica Mediolanum, con la relativa sezione calcio (che comportò il cambio di denominazione) nata nel 1897. Seguì, nel 1898, il Foot Ball Club Casteggio 1898, prima ancora del Milan Foot-Ball and Cricket Club, fondato nel 1899. Nel frattempo, nel più ampio ambito sportivo, erano già state fondate nel capoluogo lombardo la Forza e Coraggio nel 1870 e la Pro Patria Società Ginnastica di Milano nel 1883, oltre alla Pro Italia ed ai Civici Pompieri. Nel resto della regione, invece, nacquero nel 1874, a Lodi, la Società Lodigiana di Ginnastica e Scherma, divenuta Associazione Sportiva Fanfulla nel 1908, anno in cui costituì il settore calcio denominato Associazione Calcio Fanfulla, nel 1876 la Società Ginnastica Gallaratese, che inaugurò la sezione di football nel 1909, nel 1878 la Società Ginnastica Monzese Forti e Liberi e la Società Bergamasca di Ginnastica e Scherma (quest’ultima aprì il settore calcistico nel 1913), nel 1879 la Sempre Liberi di Cassano Magnago (la cui sezione fu attiva nel secolo successivo) e la Società Ginnastica Pavese (che nel biennio 1912-1913 gestì al suo interno l’Associazione Calcio Pavia), nel 1881 la Ginnastica Pro Patria et Libertate di Busto Arsizio, e nel 1895 la Società Canottieri Lecco, che istituì il settore dedicato al calcio nel 1912. Sempre negli ultimi anni del XIX secolo, ma con dubbia datazione, avvenne infine la fondazione della Labor Sportiva di Seregno (la quale si fuse nel 1920 con il Seregno Foot Ball Club 1913) e dell’Unione Ginnastica Vogherese (che sempre nel 1920 costituì ufficialmente il suo “Gruppo Calcio”).
Le squadre venete
La già citata Società Rodigina di Ginnastica Unione e Forza, istituita a Rovigo nel 1874, iniziò a praticare il calcio nel 1893, seppure nel contesto degli sport ginnastici e non con una sezione ufficiale. Le altre polisportive del Veneto che si occuparono di football, tutte in ambito ginnico, furono il Pio Istituto Turazza, fondato nel 1857, la Società Ginnastica Velocipedistica Trevigiana ed il Vittorio Veneto (partecipanti al primo Torneo FGNI), nella sola Treviso, nonché la Società Sportiva Costantino Reyer, costituita a Venezia nel 1872, e nel 1875 la Società Ginnastica Vicentina Umberto I e la Fortitudo di Schio. Un discorso a parte va fatto per la Società Veronese di Ginnastica e Scherma, nota attualmente come Fondazione Marcantonio Bentegodi. Il club scaligero, nato nel 1868, fu infatti l’unico fra quelli citati ad istituire una sezione calcistica, nei primi anni del XX secolo.
Le squadre udinesi
In Friuli-Venezia Giulia l’unica compagine ad aver praticato il football entro il 1900 risulta essere stata la Società Udinese di Ginnastica e Scherma, fondata nel 1896 e vincitrice del concorso ginnico dello stesso anno. Al suo interno, tuttavia, la costituzione dell’Associazione Calcio Udine avvenne soltanto nel 1911.
Le squadre emiliano-romagnole
Nel 1870 ebbe origine il primo sodalizio dell’Emilia dedito al calcio, la Società di Ginnastica e Scherma del Panaro (in principio nota come “Società Dilettanti di Ginnastica”), la quale cominciò a praticare il football dal 1903, seguito nel 1871 dalla Società Sezionale di Ginnastica in Bologna (attualmente conosciuta come Società di Educazione Fisica Virtus), che però solo nel 1910 aprì una sezione dedicata, nel 1876 dalla Società Ginnastica Persicetana e nel 1879 dalla Società Ginnastica La Patria di Carpi, attiva attualmente anche con una scuola calcistica. Nel 1879, invece, nacque la prima compagine della Romagna, l’ Unione Sportiva Ravennate (il cui settore calcistico, l’attuale Società Cooperativa Ravenna Sport, nacque nel 1913), seguita dalla Palestra Ginnastica Ferrara, che si aggiudicò la vittoria del Torneo FGNI 1898 e svolse la sua attività esclusivamente nel contesto ginnico, e dall’Unione Sportiva Forti e Liberi di Forlì, la quale, fondata nel 1898, costituì la propria sezione dedicata (l’attuale Forlì Football Club) nel 1919.[31]
Le squadre fiorentine
Pietro Torrigiani, fondatore del Florence Football Club nel 1898.
Anche la Toscana vanta almeno una squadra molto antica. Il primo sodalizio calcistico, il Florence Football Club, fu infatti fondato a Firenze nel 1898, nonostante alcuni decenni prima nella stessa città fossero già nati il Club Sportivo Firenze (nel 1870, con la denominazione originaria Veloce Club Firenze) e la Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas (nel 1877). Entrambe le compagini, tuttavia, cominciarono ad occuparsi di calcio, istituendo una sezione dedicata, solo nel 1912.
Le squadre marchigiane
La prima squadra marchigiana fu la Candido Augusto Vecchi, fondata ad Ascoli Piceno nel 1898, seguita dalla Vis Sauro Pesaro, polisportiva nata nello stesso anno ma attiva nel calcio con la sezione istituita nel 1906.
Le squadre perugine
La più antica associazione di Perugia ad occuparsi del gioco del calcio sembra essere stata l’Unione Sportiva Braccio Fortebraccio, sorta nel 1890 e dedita ufficialmente al football dal 1901. Rimane comunque incerta la data di nascita di un sodalizio analogo, la Libertas, la quale operò in ambito calcistico, senza che risulti avvenuta l’istituzione di una sezione ufficiale.
Le squadre laziali
Come avvenuto a Genova, l’attività calcistica venne introdotta a Roma dagli stranieri d’oltremanica. Per la precisione, ad importare il nuovo sport furono i seminaristi dei collegi cattolici riservati agli studenti britannici. L’esordio del football all’ombra del Campidoglio va, in particolare, ascritto ai ragazzi inglesi e gallesi del Venerable English College, e risale al 1892. Nel giro di qualche anno diverse società sportive della Capitale d’Italia, tutte provenienti dall’ambito ginnico, si approcciarono alla disciplina del calcio: la Società Ginnastica Roma, fondata nel 1890 e praticante dal 1895, il Football Club Roma, istituito nel 1896, lo Sporting Club Roma, nato nel 1897, e la Società Podistica Lazio, costituitasi nell’anno 1900 e dedita al gioco del football dal 1901. A queste vanno aggiunte il Veloce Club Podistico e l’Audace Club Podistico (entrambe coeve della Società Podistica Lazio), nonché la Cristiana e la Società Ginnastica Forza e Coraggio, per le quali l’anno di fondazione è incerto. Fra le società appena menzionate, tuttavia, solo la Società Podistica Lazio e la Società Ginnastica Roma dettero vita ad una sezione calcistica ufficiale, rispettivamente nel 1910 e nel 1921, a cui fecero seguito i settori relativi alle varianti del gioco.
Al di fuori dell’Urbe, infine, l’unico sodalizio antico del Lazio dedicatosi al gioco del calcio, a livello puramente ginnico, fu l’Associazione Ginnastica Forza e Libertà di Rieti, sorta nel 1891 e partecipante al Torneo FGNI 1901.[14]
Le squadre napoletane
La più antica formazione sportiva di Napoli fra quelle praticanti il calcio, sia a livello ginnastico (partecipò al Torneo FGNI 1901), sia nella sua variante a 5, risulta essere la Virtus Partenopea, nata nel 1866. Il football vero e proprio salì all’onore delle cronache campane dal 1896, anno in cui il Campo di Marte, all’epoca sede destinata alle corse dei cavalli nella città partenopea, fu teatro di una partita di calcio fra la squadra del Circolo Italia, club di canottieri e velisti istituito nel 1889, ed una formazione mista degli altri circoli nautici cittadini. Per la fondazione di un club calcistico, però, si è dovuto attendere gli inizi del XX secolo.
Le squadre siciliane
La prima formazione dell’Anglo Panormitan Athletic and Football Club sorto nel 1900Prima dell’inizio del XX secolo il panorama calcistico nazionale si ampliò con le prime società del Meridione. Nel 1900, infatti, nacquero l’Anglo Panormitan Athletic and Football Club ed il Messina Football Club, entrambe siciliane. Gli iniziali approcci al nuovo sport da parte dei palermitani vengono, tuttavia, fatti risalire al 1897, grazie alla mediazione dei marinai inglesi, mentre per i messinesi essi sono attribuiti alla Società Ginnastica Garibaldi, la quale comunque fondò la sua sezione calcio nel 1910.
Le squadre cagliaritane
I primi incontri calcistici in Sardegna dei quali si ha notizia si svolsero a Calangianus, alla fine del XIX secolo, tra operai e tecnici britannici chiamati alla realizzazione di una linea ferroviaria. Il club italico pioniere della nuova disciplina fu, tuttavia, la Società Ginnastica Amsicora di Cagliari, nata nel 1897 ed attualmente impegnata nel futsal. Nonostante non risulti essersi verificata la creazione formale di un settore dedicato, è assodata la partecipazione degli atleti della compagine ad un competizione svoltasi durante l’Expo 1911 a Torino.

(fonte Wikipedia)

14.04.13 Genoa – Sampdoria

Serie A/Genoa-Sampdoria

Ho deciso di utilizzare questo articolo non tanto per raccontare le emozioni di una giornata che in veritá non ne ha offerte ma bensí per esprimere vari pensieri rispetto alla stracittadina. Comincio dicendo che per me il derby non rappresenta la partita della vita, rappresenta solo il modo per cercare di far tacere un pó la parte arrogante e piena di superbia della cittá. Dicano quel che vogliono, dal 1946 hanno un complesso di inferioritá incredibile, complesso che li porta ad essere piú preoccupati di quello che succede a casa nostra che nella loro. Non gli interessano eventuali successi…ma solo le nostre disgrazie…e per dimostrare la loro pochezza basti vedere cos’hanno festeggiato in piazza da un secolo a oggi a parte le nostre sconfitte….un ripescaggio dalla serie C alla serie B. Nonostante questo vivono con una presunzione incredibile, loro hanno inventato tutto…e basta dire che a Frank Sinatra piaceva il pesto per farlo diventare un grande tifoso della loro inutile squadra e suonare “My Way” allo stadio. Parlando chiaro…cosa volete ne sappia Frank Sinatra…non del Genoa….ma del calcio in generale… Detto questo eccoci finalmente al giorno del derby, entro allo stadio e mi godo il loro patetico show dei 120 anni di sudditanza psicologica. Cominciamo con ostentare in tutti i modi una genovesitá con non ho riscontrato nei molti extracomunitari con maglia rossoblu che entravano a Marassi, continuando per il mitico video di 3 minuti che hanno messo e rimesso alla nausea…i loro trionfi….foto in bianco e nero….il goal di Branco nel derby dell’anno dove noi abbiamo vinto lo scudetto…e nulla piú…quando vincevano i diplomi con una partita al mattino e una al pomeriggio non esistevano nemmeno le macchine fotografiche. Poi arriva finalmente lo stile Genoa, col pollo che viene a passeggiare borioso sotto la Sud…continuiamo con le manifestazioni patetiche fino a che tocchiamo il fondo con 3 maschere carnevalesche che fanno il giro di campo con 3 stracci sbiaditi…e udite udite….i “ma se ghe pensu” lasciano spazio in ordine a “You’ll never walk alone” (chi siete il Liverpool?), “God Save The Queen” e “Rule Britannia” mancava “o’ surdato nnammorato” per fare l’enplein. Poi si fa sul serio e la Sud li dipinge come si meritano, come non ammetteranno mai peró questa volta si sono dati la zappa sui piedi da soli. Come pubblicato dal Secolo 4 tifosi del Barça sono stati supplicati di assistere al derby dalla Nord e visto che vivo qua e con uno di loro siamo amici abbiamo passato il sabato sera insieme, hanno cenato a casa mia e siamo usciti a fare serata…(ma non erano gemellati?) il giorno dopo parlando con David il suo commento é che é rimasto impressionato dalla Sud, e da come si sentiva bene dalla Nord…ma non erano loro i migliori tifosi del mondo? Non parlo del campo e dei loro 11 criminali, fatti a immagine e somiglianza del loro genovesissimo presidente. Una nota alla splendida coreografia dei “Figgi do Zena” che hanno raccolto un sacco di soldi e comprato 955 metri di stoffa….con la quale credo si siano fatti le tende tutti loro. Spero possiate tornare a casa, in serie B, e lo spero perché non voglio vedervi mai piú, non siete degni di stare nel nostro stesso stadio…e sicuramente un primato lo avete….riuscite sempre a dire le cazzate piú grandi del mondo. Quindi adesso potete ricominciare a fare la unica cosa che potete fare al nostro cospetto….parole, parole, parole….

30.03.13 Atalanta v Sampdoria

la foto

Quando alle 9.20 é suonata la sveglia il primo pensiero é andato ai miei compagni di viaggio in partenza da Genova, il secondo al meteo…viste le previsioni avevo poche speranze e infatti stava diluviando. Era da gennaio che non andavo a vedere la Samp e l’ultima partita era la vittoriosa trasferta di Torino. Dovevo rientrare per il Chievo ma il terrorismo meteorologico delle nostre TV mi aveva fatto cambiare idea per motivi di lavoro. Cosí si parte, destinazione Cascina Gobba dove ho l’appuntamento con Davide, Lidia e Marina; arriviamo quasi allo stesso tempo e da li via in direzione Bergamo. Arrivati a destinazione sotto una pioggia battente ci rechiamo al parcheggio ospiti, ma vista l’ora non c’era nessuno, cosí un salto al Fair Play Village dove abbiamo pranzato a base di pizza e focaccia…
Sotto una pioggia battente torniamo al parcheggio e da li in navetta allo stadio, settore praticamente vuoto e davvero poco entusiasmo. La partita non é stata niente di che, mi sentivo il pari e addirittura lo 0-0, nel complesso un punto ottimo sulla strada della salvezza. Tutto questo sotto una pioggia incessante fino a che bagnati come pulcini possiamo risalire in macchina con destinazione Genova. Come sempre é stato bello rivedere la Samp, peccato che il tempo non mi abbia fatto godere a pieno la giornata, ora rimangono 2 viaggi prima della prossima stagione e come sempre sará bello contare i giorni che mi separano da lei.

Ciao Duccio!

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“La Sampdoria é come una ballerina bravissima che si é ammalata. Dobbiamo riportarla a calcare i palcoscenici che era abituata a frequentare”.
Caro Duccio, ti eri presentato cosí, in una calda serata di luglio del 2003, quando dopo un periodo in acque complicate la nostra amata Sampdoria era finalmente giunta in un porto sicuro. La stagione del tuo arrivo si era appena conclusa con una salvezza molto combattuta, tirata coi denti fino a quasi fine campionato. Ma il giorno del raduno l’entusiasmo era alle stelle, Marassi era stracolmo di colori e passione. Ai tempi facevo parte di un gruppo della Sud, e prima del raduno hai voluto ricevere una delegazione di ogni gruppo nei locali della Federclub. Ricordo ancora le tue parole “mi raccomando ragazzi, non lasciatela mai sola”. no caro Duccio, non la lasceremo mai sola, perché l’amiamo come non amiamo altro. Col tuo intervento hai permesso alla “ballerina” intanto di sopravvivere, ci hai regalato emozioni, ci hai portato a Roma, ci hai fatto sentire la musica della Champions League. Peró hai anche sbagliato, cessioni azzardate, forze un pizzico di presunzione in un mondo completamente diverso da quello industriale, ed eccoci un’altra volta nel baratro, tante accuse la piú grave per noi tifosi quella di gestire la squadra senza sentimenti, e per noi che siamo pazzamente innamorati i sentimenti sono tutto! Riconosco la mia arrabbiatura, ma riconosco che la tua famiglia, capitanata da tuo figlio Edoardo é subito scesa in campo mettendoci la faccia, assumendosi le responsabilità, impegnandosi per rimediare all’errore, e lo avete fatto davvero bene. Ti ricorderó disponibile e gentile verso tutti quelli che ti fermavano per la strada, come ricorderó le tue battaglie in lega calcio per ottenere regole piú giuste per tutti. Oggi é un giorno triste, e la pioggia che cade su Genova sembrano le lacrime di una città chiusa, che sa solo mugugnare e dire no a qualunque cosa. Oggi salutiamo un amico che a parte il bene della nostra amata Sampdoria ha fatto molte cose per una città che non so fino a quanto se lo é meritato. Oggi ti salutiamo e ti diciamo di stare tranquillo, non la lasceremo mai sola e tu quando arrivi salutaci tanto Paolo, magari potrai giocare a carte con lui….

06.01.13 Juventus v Sampdoria

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Ormai mi conoscete, la visita a Torino é stata dettata solo ed esclusivamente dalla partita della mia Samp allo Juventus Stadium. Ero stato varie volte al “Delle Alpi” quindi sapevo che raggiungere lo stadio sarebbe stato complicato, cosí dopo colazione non perdo molto tempo per cercare di raggiungerlo. La prima conferma é che la squadra di Torino non é la Juventus, praticamente nessuno é in grado di spiegarti come arrivarci, cosí grazie alla tecnologia e alla pagina web della Juventus, scopro che ci sono due opzioni, metro piú navetta…guardo la cartina della metro e opto per scendere alla fermata di Massaua dove, secondo la web ufficiale del club, dovrebbe esserci un servizio di bus navetta per lo stadio…chiedo al personale del metro che ovviamente é all’oscuro di tutto e mi consiglia di aspettare un tram….che per fortuna non si fa attendere molto e in poco meno di un’ora mi trovo davanti al primo stadio di proprietà del calcio italiano. Chi mi conosce sa che col calcio sono abbastanza sensibile, e vedere quest’opera d’arte mi ha lasciato davvero senza parole, posso capire come per i tifosi bianconeri sia cambiato il concetto di andare alla partita. Il mitico panino con la porchetta (si vede che vivo all’estero) mangiato in territorio nemico sotto la loro curva ammirando la fauna variegata, e poi passeggiata fino al settore ospiti, godendomi tutto il perimetro dello stadio. Ad aspettarmi, Davide, Lidia e Marina col mio biglietto…solite formalitá ed eccoci dentro…in uno spettacolare teatro. Lasciamo da parte la nostalgia per il calcio che fu e che non tornerá piú, la Juventus ha confezionato un prodotto di marketing perfetto: in ogni attimo il tifoso juventino si puó sentire orgoglioso di esserlo, grazie a filmati, a clips di ogni tipo che si susseguono fino che “thunderstruck” non avvisa dell’imminente ingresso in campo della squadra di casa per il riscaldamento….bello davvero bello! Dopo poco saltano al campo i nostri ragazzi, il nostro spicchio li spinge da subito, verso l’impresa che compiranno 2 ore piú tardi. Chiacchiere, saluti, kinder maxi porta fortuna e si comincia….inno della Juve…mai visti cosí caldi e via. Un rigore per loro, un gol regolare annullato a noi, un’espulsione sempre a noi….siamo alle solite. Cosí al 32 del primo tempo ci troviamo sotto 1-0 a in 11 contro 10…diciamo che la situazione non era delle migliori, soprattutto in casa dei campioni d’Italia. Qua colpo da maestro di Delio Rossi, non ci difendiamo…cambi in difesa e a lottare…la Juve schiaccia con la convinzione che ci avrebbe distrutto, ma non sapeva che nella Samp gioca un ragazzino argentino di 19 anni, che come tutti i ragazzini é sfrontato e irrispettoso…cosí dopo un lungo lancio non ci pensa un secondo a infilare Buffon. 1-1….delirio nel settore ospiti…ma é ancora lunga… Passano i minuti, pochi a dire il vero, e Eder passa un’altro pallone millimetrico al ragazzino che avanza sicuro e quasi dal limite dell’aria piccola spara un missile terra-aria sul palo vicino a Buffon….gol….il nostro spicchio si ribalta….siamo in vantaggio…il mutismo e la rassgenazione iniziano a calare sulle tribuna bianconere insieme all’umiditá della sera. Peró manca tanto, troppo…entrano Vucinic e Quagliarella…ma da vari eventi si capisce che potrebbe essere il nostro giorno, 4 minuti di recupero…non passano e poi….i 3 benedetti fischi che ci mandano in paradiso. Baci, abbracci e i ragazzi sotto la curva a saltare con noi….i cavalieri che fecero l’impresa! Ce ne andiamo dopo aver profanato la casa delle Juventus! Ora il viaggio di ritorno e la fine della vacanze peseranno molto meno.

22.12.12 Sampdoria v Lazio

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Grazie alle vacanze di Natale ho subito colto l’occasione per passare da Genova per vedere la mia Samp dal vivo. Avrei potuto volare il sabato direttamente su Milano, risparmiando anche un bel pò, ma visto che al cuor non si comanda esco dall’ufficio correndo all’aeroporto per imbarcarmi sul volo Alitalia per Genova via Roma. La partita con la Lazio è un partita speciale, quest’anno ricorre il 10° anniversario della scomparsa della nostra cara amica Simona, compagna di molte trasferte e persona davvero unica per chi come me ha avuto la fortuna di conoscerla e condividere lunghi viaggi per sostenere la Samp. Come ogni anno i ragazzi dei Fedelissimi preparano un gadget per raccogliere fondi per l’Associazione Gigi Ghirotti, specializzata in sostegno alle persone colpite da questo terribile male e ormai in fase terminale. Prima della partita ovviamente passo a fare la mia offerta e a ritirare il gadget, è una maniera di aiutare e per continuare a sentire vicina un’amica. Prima della partita passo anche alla Federclub, per ringraziare Luciana, altro cuore blucerchiato che si fa in quattro per aiutare quelli come me che vivono lontani da Genova, la incontro indaffaratissima a meno di un’ora dal calcio di inizio distribuendo abbonamenti e facendo attenzione a tutte le persone che la cercano. Da li solo rimangono da salire le scalinate fino ad arrivare “under the shed” dove ci sono già alcuni amici per ridere e scherzare in attesa del calcio d’inizio. La Samp parte bene, una mezz’ora di ottima fattura, corrono, pressano, attaccano…sembrano avere molta fame. Purtroppo alla prima occasione la Lazio con un fortunatissimo tiro che passa non si sa nemmeno dove trova l’immeritata rete del vantaggio. La partita finisce li, la Samp scompare e i nostri avversari non sono di certo all’altezza del posto che occupano in classifica. Non credo ci sia molto da commentare, credo che la società abbia appena fatto scelte importanti che sicuramente daratto gli esiti sperati. Andiamo a casa con la sconfitta ma con la tranquillità del futuro che ci aspetta. Non resta che farci gli auguri di un buon Natale Blucerchiato e darci appuntamento allo Juventus Stadium il giorno della Befana, dove ci sarò anche io….quelle maglia sono irresisitibili!

18.11.12 Sampdoria v Genoa

Il derby é sempre il derby, la stracittadina ha sempre il suo fascino anche quando per uno strano scherzo del destino le due contendenti si trovano a occupare gli ultimi due posti della classifica. Il mio derby inizia con un volo Easyjet il venerdí pomeriggio alle 16.50 e continua coi soliti imprevisti di mal organizzazione italiana che quasi mi fanno perdere il treno per Genova…da ringraziare l’autista del Malpensa Bus per avermi fatto scendere fuori fermata! Vivere all’estero ha un piccolo vantaggio, ovvero quello di non dover respirare forzatamente l’aria cittadina nella settimana precedente, riconosco che limitando accessi a facebook e leggendo poco e niente di giornali online sono riuscito a mantenere un inviadiabile “aplomb” fino a venerdí mattina quando all’improvviso é arrivato il temutissimo vuoto allo stomaco! Da li in poche ore eccomi scendere dal treno a Genova Brignole, in una notte fredda e con raffiche di Tramontana che faranno da sfondo a tutto il fine settimana. L’atmosfera in cittá e davvero strana, si nota aria di paura…paura che una sconfitta potrebbe cambiare le sorti della stagione. Il sabato mattina realizzo finalmente la situazione, Eder infortunato, Maxi Lopez fuori…infermeria piena…e le voci che si susseguono parlano dell’esordio da titolare di Mauro Icardi che si sará amico di Messi e sará un prodotto della “cantera” del Barcelona….peró il derby é il derby… Inutile dire che le ore passano rapide ed eccomi uscire di casa zaino in spalla per raggiungere Francesco, che mi accompagnerá di notte a Pisa mentre torna a Perugia per il mio delirante viaggio di ritorno, Fabio, Sbrezul, Giorgio…altro malato che arriva da Trieste e la Simo…vittima di Francesco, che ha ereditato per osmosi il nostro sentimento. Inizia la marcia di avvicinamento, qualche birra, un panino…fino a che saluto per raggiungere gli altri ragazzi…tra cui Marina che ormai mi ha adottato…e che é in possesso del mio prezioso tagliando per il paradiso della Sud.
Controlli, cancelli, scale, una sosta al bagno ed eccoci dentro…riscaldamento…tanti troppi pensieri e soprattutto paura di perdere…viste le ultime prestazioni e soprattutto vista una classifica terribile. Pronti via, splendida coreografia e sorpresa…i ragazzi stanno bene in campo….se la giocano, sono precisi e non sbagliano…loro forse sorpresi non riescono a ingranare…16 minuti e Poli ci fa saltare di gioia…1-0.
La squadra non si scompone, continua a macinare gioco e gli avversari non tengono il ritmo cosí Icardi scappa dentro l’area la mette in mezzo a saltare Frey e uno sfortunato Bovo inciampa facendo rotolare la palla in fondo al sacco…delirio… La sorpresa é che nonostante il 2-0 il match continua sugli stessi binari con la differenza del crollo degli avversari in campo, rimangono fermi e ci permettono di mangiarci in piú occasioni la palla del k.o. Ovviamente non poteva essere cosí facile e Del Neri, che ora ci potrá stare antipatico ma capisce di calcio, con due cambi rimette la squadra in campo in maniera piú aggressiva, da contraltare noi scendiamo in campo un pó deconcentrati e con la voglia di gestire il risultato….sbagliato….é un derby e cosí Immobile ci castiga 2-1. Non so cosa é successo in quel momento, quello che so é che noi volevamo vincere e credo che il messaggio sia arrivato in campo forte e chiaro…cosí per fortuna i ragazzi riprendono in mano il pallino del gioco, entra Tissone e si prepara Soriano per sostituire un esausto Icardi che passa vari minuti massaggiandosi il flessore…quasi pronti al cambio quando Tissone si inventa una discesa sulla fascia, si accentra e fa partire un passaggio chirurgico per Maurito che si infila tra due difensori e scocca il suo dardo a incrociare il portiere che si riesce a toccarlo ma non evita che finisca in fondo al sacco…esplosione…la Sud cade giú….abbracci….baci…strattoni…gente che vola di qua e di la… Maurito non sa piú cosa fare per festeggiare, si porta le mani alle orecchie ma quel boato credo non lo dimenticherá mai…i ragazzi in panchina saltano in campo…sono tutti sotto la Sud…con noi che li abbracciamo con una forza incredibile…il derby deve e sará nostro. Emozioni uniche, tutto lo stadio in piedi e il “Dale Doria” che conquista anche la tribuna autoritá: siamo stupendi. Pochi minuti e la festa puó davvero iniziare…i ragazzi sotto la Sud….Icardi coi crampi…escono e rientrano di corsa dopo 5 minuti per saltare con noi…riescono e tornano con Maxi Lopez in stampelle…che viene sotto la Sud a saltare con tutta la sua nuova famiglia…il cielo é davvero tornato Blu… Molte emozioni, la paura cacciata via e quel grido che avevamo soffocato dentro che é finalmente uscito con una forza impressionante. Saluti, baci, abbracci ed ecco di nuovo i ragazzi con cui avevo iniziato la giornata….e ora di andare….Pisa e un volo all’alba mi aspettano. Torneró in una cittá che non potrá mai capire cosa ho dentro oggi….ma quando sono entrato in ufficio e i miei colleghi mi hanno visto con la faccia devastata dalla stanchezza e un sorriso stampato non hanno potuto fare altro che commentare “Andrea si che ha passato un bel weekend”…peccato che ignorano il perché!