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Paseando por Via Filadelfia

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A excepción de los seguidores de la Juventus, por mucho que digan que precisamente ahí no los hay, se hace especialmente difícil encontrar un solo habitante de Turín que no sienta un pellizco de melancolía al pasear por Via Filadelfia y dejarse arrastrar hasta la avenida Giordano Bruno. Desde los más pequeños a los más mayores, todos saben, o alguien les explicó, lo que ocurrió en ese descampado insalubre que durante años fue el orgullo del Piemonte. En el rectángulo hoy descuidado, abandonado a la suerte de un barrio tranquilo, se alzó el estadio donde el Torino FC inscribió su nombre en el planeta fútbol. Allí donde ahora sólo queda un esbozo de terreno de juego, con una esquina testimonial en forma de grada, se cocieron seis de los sietes Scudetti que el club granate tiene en su museo. Pero, sobre todo, se vio el mejor fútbol de los años cuarenta, el que Ezio Loik, Valentino Mazzola, Menti o Ossola compusieron para armar un Grande Torino al que sólo la maldita colina de Superga, cosida al este de la ciudad, pudo frenar. Nadie le llamó por su nombre en los 37 años que transcurrieron desde que se inauguró (17-11-1926) hasta que fue utilizado por última vez (19-5-1963). El campo del Torino siempre fue el Stadio Filadelfia. Dejarlo para siempre no fue sencillo. Mucho menos derribarlo y dejar que en su interior crecieran matojos de distintas tonalidades. Y peor aún fue empezar una nueva vida junto al principal rival deportivo, la Juventus. El Stadio Comunale, refugio antes compartido de granate y blanquinegros y ahora exclusivo del Torino, no tiene el mismo encanto. como tampoco consiguió el breve paso por el Stadio delle Alpi (1990-2006) recuperar la mística del viejo feudo. Abrazarse a los trozos de césped del mítico estadio que el club subastó antes de su demolición se ha convertido en el eterno consuelo de muchos seguidores del Toro. Les prometieron que en el nuevo estadio esos pedazos de tiempo serían incrustados en uno de los muros. Pero los dueños no responden y mientras la Juventus ya lleve 3 años en el nuevo estadio, los paseos por Via Filadelfia siguen siendo catárticos.

06.01.13 Juventus v Sampdoria

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Ormai mi conoscete, la visita a Torino é stata dettata solo ed esclusivamente dalla partita della mia Samp allo Juventus Stadium. Ero stato varie volte al “Delle Alpi” quindi sapevo che raggiungere lo stadio sarebbe stato complicato, cosí dopo colazione non perdo molto tempo per cercare di raggiungerlo. La prima conferma é che la squadra di Torino non é la Juventus, praticamente nessuno é in grado di spiegarti come arrivarci, cosí grazie alla tecnologia e alla pagina web della Juventus, scopro che ci sono due opzioni, metro piú navetta…guardo la cartina della metro e opto per scendere alla fermata di Massaua dove, secondo la web ufficiale del club, dovrebbe esserci un servizio di bus navetta per lo stadio…chiedo al personale del metro che ovviamente é all’oscuro di tutto e mi consiglia di aspettare un tram….che per fortuna non si fa attendere molto e in poco meno di un’ora mi trovo davanti al primo stadio di proprietà del calcio italiano. Chi mi conosce sa che col calcio sono abbastanza sensibile, e vedere quest’opera d’arte mi ha lasciato davvero senza parole, posso capire come per i tifosi bianconeri sia cambiato il concetto di andare alla partita. Il mitico panino con la porchetta (si vede che vivo all’estero) mangiato in territorio nemico sotto la loro curva ammirando la fauna variegata, e poi passeggiata fino al settore ospiti, godendomi tutto il perimetro dello stadio. Ad aspettarmi, Davide, Lidia e Marina col mio biglietto…solite formalitá ed eccoci dentro…in uno spettacolare teatro. Lasciamo da parte la nostalgia per il calcio che fu e che non tornerá piú, la Juventus ha confezionato un prodotto di marketing perfetto: in ogni attimo il tifoso juventino si puó sentire orgoglioso di esserlo, grazie a filmati, a clips di ogni tipo che si susseguono fino che “thunderstruck” non avvisa dell’imminente ingresso in campo della squadra di casa per il riscaldamento….bello davvero bello! Dopo poco saltano al campo i nostri ragazzi, il nostro spicchio li spinge da subito, verso l’impresa che compiranno 2 ore piú tardi. Chiacchiere, saluti, kinder maxi porta fortuna e si comincia….inno della Juve…mai visti cosí caldi e via. Un rigore per loro, un gol regolare annullato a noi, un’espulsione sempre a noi….siamo alle solite. Cosí al 32 del primo tempo ci troviamo sotto 1-0 a in 11 contro 10…diciamo che la situazione non era delle migliori, soprattutto in casa dei campioni d’Italia. Qua colpo da maestro di Delio Rossi, non ci difendiamo…cambi in difesa e a lottare…la Juve schiaccia con la convinzione che ci avrebbe distrutto, ma non sapeva che nella Samp gioca un ragazzino argentino di 19 anni, che come tutti i ragazzini é sfrontato e irrispettoso…cosí dopo un lungo lancio non ci pensa un secondo a infilare Buffon. 1-1….delirio nel settore ospiti…ma é ancora lunga… Passano i minuti, pochi a dire il vero, e Eder passa un’altro pallone millimetrico al ragazzino che avanza sicuro e quasi dal limite dell’aria piccola spara un missile terra-aria sul palo vicino a Buffon….gol….il nostro spicchio si ribalta….siamo in vantaggio…il mutismo e la rassgenazione iniziano a calare sulle tribuna bianconere insieme all’umiditá della sera. Peró manca tanto, troppo…entrano Vucinic e Quagliarella…ma da vari eventi si capisce che potrebbe essere il nostro giorno, 4 minuti di recupero…non passano e poi….i 3 benedetti fischi che ci mandano in paradiso. Baci, abbracci e i ragazzi sotto la curva a saltare con noi….i cavalieri che fecero l’impresa! Ce ne andiamo dopo aver profanato la casa delle Juventus! Ora il viaggio di ritorno e la fine della vacanze peseranno molto meno.