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15.03.14 Fulham v Newcastle United

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Substitute Ashkan Dejagah scored the only goal of the game to boost Fulham’s survival hopes with a first win since New Year’s Day. The winger, a replacement for Pajtim Kasami on the hour mark, cut inside from the left and unleashed a low, fizzing drive that flew under Tim Krul and into the far corner to earn the Whites three previous points in their quest to maintain their top-flight status. Earlier, Fulham had been indebted to David Stockdale after he made a fine save to tip a Papiss Cisse shot around the post. John Heitinga then saw a long-range effort hit the bar and bounce down onto the line, before a poor William Kvist pass sent Cisse through but Stockdale palmed his strike away. That save proved crucial as Fulham went straight down the other end to score what proved to be the only goal of the game and three massive points. Felix Magath made five changes to the side that lost 3-1 at Cardiff City last weekend. In came Stockdale, Fernando Amorebieta, Kasami, Kvist and Alexander Kačaniklić, with Maarten Stekelenburg, Sascha Riether, John Arne Riise and Dejagah dropping down to the bench. Kostas Mitroglou missed out through injury. The changes saw Heitinga shift to right-back, with Amorebieta at centre-half and Kieran Richardson at left-back. There was a home debut for Cauley Woodrow, while highly-rated Academy prospect Patrick Roberts, 17, was named amongst the substitutes. In bright sunshine at the Cottage, Fulham started well. After Woodrow had almost connected with a Lewis Holtby free-kick after seven minutes, Kačaniklić fizzed a corner across the face of goal. In the 19th minute Woodrow did well to wrestle Kasami’s flick-on off Mike Williamson on the byline but Krul came out to dive at the striker’s feet. At the other end, Stockdale comfortably watched a Paul Dummett free-kick from 25 yards fly six yards wide of his left-hand post in the 23rd minute, before an ambitious half-volley from Kačaniklić from distance dipped just over the bar. Fulham’s best move of the game thus far came in the 31st minute when Kačaniklić’s flighted cross was nodded down by Steve Sidwell and into the path of Holtby whose curling effort was palmed away by Krul. A superb save by Stockdale kept the score level in the 35th minute. Moussa Sissoko’s cross from the right was sliced at by Luuk de Jong with the ball running into the path of Cisse who saw his stretching toe-poke tipped brilliantly around the post by Stockdale. In injury time at the end of the first half, Kačaniklić mishit a right-footed shot wide after a cross from the left had only been cleared as far as the Swede in what was the final action of an opening 45 minutes lacking in quality but not endeavour. Fulham had the ball in the net in the early moments of the second half but Sidwell was offside when he headed Holtby’s free-kick back across the goal for Kasami to prod in. De Jong scuffed a chance wide after running at the Fulham defence in the 49th minute, before Kasami saw a shot blocked when a pass might have been a better option. Newcastle failed to clear the danger and Heitinga hit a dipping left-footed strike from 25 yards that hit the underside of the bar and bounced down onto the line. Woodrow tapped home the rebound and peeled away in celebration but was adjudged – correctly – to have been offside. It was all Fulham at this point. Woodrow stung the palms of Krul with an angled drive after being found by Kačaniklić. Kasami departed the action for Dejagah on the hour mark, with Holtby tucking in just behind Woodrow and Kačaniklić moving to the right. Newcastle should have gone in front in the 67th minute when Kvist’s misplaced pass sent Cisse clear but the forward saw his shot saved by Stockdale. And Fulham went straight up the other end to take the lead when Dejagah cut in from the left and unleashed a low shot from the edge of the box that flew under the dive of Krul. Dejagah tore off his shirt and celebrated with the Hammersmith End, picking up a booking for his troubles. As the nerves began to jangle, Holtby was replaced by Riether in the 82nd minute, before de Jong headed a Dummett cross four yards wide. An injured Dejagah had to make way for Dan Burn in the 87th minute. Newcastle pushed forward late on – Krul came up for a corner – but Stockdale and company stood strong. Another ‘Great Escape’ could just be on.

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Un weekend da leoni…

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Sono piú o meno le 16.30 di domenica 16 marzo, quando posseduto dalla stanchezza su una sedia dell’aeroporto londinese di Southend aspetto inizi l’imbarco del mio volo per Barcelona. Sono cosí stanco che solo pensare alle 2 ore e mezzo di volo mi viene male. Fuori brilla un sole incredibile, 20 gradi a marzo da queste parti sono abbastanza rari e mentre finisco la mia bottiglia…d’acqua…riavvolgo il nastro di questo fantastico fine settimana in compagnia di buoni amici. É venerdí pomeriggio quando parto per Londra, le solite formalitá alla T2 del Prat e giá sono seduto sul volo per la capitale britannica. Avró fatto questo tragitto decine di volte eppure, come sempre, c’é quell’emozione che provo come fosse la prima volta…amo Londra e quest’amore viscerale aumenta pian piano che frequento i miei amici, i quali riescono a farmi sentire a casa, e ne conosco di nuovi. Diciamo che la mia Londra é una cittá diversa da quella dei turisti, sono stato tante volte che non ho la necessitá di visitare qualcosa in concreto, quindi per me é un pó come tornare a casa…vai al pub di sempre, con le persone di sempre a passare il tempo insieme, tra una risata, una conversazione e ovviamente qualche pinta. A partire solo e senza Emanuele in cittá pensavo di dover passare un pó di tempo da solo, ma ovviamente mi sbagliavo. I luoghi comuni dipingono i londinesi come persone poco amichevoli e chiuse, la veritá é che in ogni momento hanno fatto di tutto per farmi sentire a casa, mi hanno trattato come uno di loro, ho conosciuto nuove persone che non hanno esitato un attimo a offrirmi il loro divano per la prossima volta… Detto questo, arrivato a Southend ho giusto il tempo di mettere la scheda inglese nel telefono per ricevere i primi messaggi. Dopo un’ora di treno, prima volta in Greater Anglia, raggiungo Liverpool Street e solo entrare nell’atrio della stazione é un tuffo al cuore, basta guardare l’architettura per capire di essere arrivato…giú nella metro, passaggio rapido con la oyster card e in poco piú di mezz’ora raggiungo l’hotel piú schifoso di tutto il Regno Unito a Earl’s Court. Il tempo di lasciare lo zaino, prendere un panino al volo ed eccomi a Putney…attraverso il fiume…la luna fa un riflesso splendido sul Tamigi con le luci della capitale che brillano sullo sfondo, il Bishop Park all’orizzonte e il Bricklayer’s Arms dietro l’angolo…giusto il tempo di entrare e inizia la festa, l’abbraccio di Daren “welcome my friend” e Hugh mi viene incontro con una pinta. Piano piano arrivano anche gli altri e la sensazione é unica. Passiamo una splendida serata fino a quando la maledetta campana chiude i rubinetti delle spine… Come sempre, a Londra, non riesco a dormire, troppa l’emozione di essere li e di non volere sprecare il tempo…quindi alle 8 local time sono giá sotto la doccia…il cielo é azzurro e terso, il sole brilla, la temperatura é ottima…mi infilo nella tube…voglio andare da Kazan a Victoria a mangiare la mia Full English Breakfast preferita, una delle cameriere lavora li da molti anni, entro mi sorride e mi saluta…mi conosce…e con un sorriso mi dice di avermi visto spesso quest’anno. Da li inizio la mia passeggiata, Buckingham Palace, attraverso i parchi fino a Westminster poi Covent Garden, Leicester Square, Piccadilly, Soho e giunto a Oxford Circus ricevo un sms che mi infoma che mi stanno aspettando al pub…rieccomi a Putney ma oggi é una giornata diversa…gioca il Fulham e si respira un aria frizzante! Il Bricklayer é stracolmo, ci sono diversi tifosi del Newcastle mischiati a noi con le loro magliette e il loro accento incomprensibile, nel cortile del pub al sole ci sono quasi tutti, il tempo di qualche pinta e via verso il Cottage. Oggi é un giorno speciale, dopo un conocorso sul sito web del club ci sono due novitá, la prima il mio nome col mio messaggio di incoraggiamento nel tunnel degli spogliatoi, la mattina che il club ha pubblicato la foto mi hanno scritto tutti tra facebook e sms, e la canzone del gruppo dei miei amici, Emergency Bitter, passata per la radiofonia dello stradio durante il riscaldamento. Della partita parleró dopo ma solo vi dico che il Signor Ashkan Dejagah mi ha quasi fatto ribaltare dalla seggiolino quando ha infilato quel siluro nell’angolo alla sinistra del portiere. Game Over…3 punti per noi. Prima di uscire e di passare per il Club Shop si avvicina un tifoso del Fulham, John, si ricordava di me dalla partita con l’Aston Villa, chiacchieriamo qualche minuto e ci diamo appuntamento al match con l’Hull City ad aprile. Si torna al pub…ma lo giornata non é assolutamente finita…in serata al 12 Bar London, famoso per aver visto i primi passi dei Sex Pistols, la band di Daren, Joe, Alb e Phil…Emergency Bitter…suoneranno dal vivo. Che altro desiderare se non un bel concerto punk per chiudere in bellezza una giornata cosí rilassante? I ragazzi vanno prima, io passo all’hotel a lasciare la borsa coi miei acquisti del club shop, un altro panino…siamo in Inghilterra…e mi trovo con Hugh a Earl’s Court. Il 12 Bar London é famoso per il punk, e vista la cittá potete immaginare la fauna. Quello che non potete immaginare é l’educazione e il rispetto delle persone, la stessa tipologia di persone in Italia avrebbe un atteggiamente ben diverso…ma siamo nel paese del “polite” quindi il sorry, cheers e thank you sono sempre presenti anche dove le persone vestono stracciate e hanno lunghe chiome verdi a punta! La serata vola via rapida…troppo rapida e col magone arriva il momento dei saluti…un abbraccio con tutti…un arrivederci a presto ma quando arriva il turno di Daren succede qualcosa che mi lascia davvero a bocca aperta…era evidente che tra me e lui la simpatia e l’amicizia ci sia stata da subito…ma nonostante questo si avvicina si batte la mano sul cuore mi abbraccia…see you soon mate… Direi che il resto non conta…rimangono ore…una passeggiata a Regent Park in una domenica mattina estiva o un’altra colazione inglese…il calcio…la musica…questa cittá…ma la cosa piú importante…sono gli amici che mi sono fatto, che mi fanno venire voglia di andare, che mi fanno capire la loro cultura e cercano di capire la mia…coi quali si ride, si scherza, si beve e si tifa Fulham. Forse invecchiando sono piú sensibile a queste cose, peró queste cose insegnano che coi pregiudizi e le chiusure non si va da nessuna parte. Thanks chaps, see you soon!

The Rocket at Putney

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Offering a globe-spanning bar stock and a menu of British and international dishes, The Rocket is a member of the celebrated fleet of pubs from JD Wetherspoon. Menus span from hearty full English breakfasts and traditional pub classics, to fun kids’ options and delicious desserts. Championing some of the nation’s favourite dishes, popular weekly events at Wetherspoon’s range from steak and curry nights, to the family-friendly Sunday club, where traditional roasts are served with all the trimmings. Real ales are a speciality, with a superb range of guest brews and permanent draught beers cherry-picked by Wetherspoon’s resident experts.

Un’ altra volta a Londra…

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La sveglia era programmata alle 5.40 di sabato 18 gennaio…una sveglia cosí la avrei odiata per qualsiasi altra ragione ma visto quello che mi aspettava inutile dire che 10 minuti prima ero già sveglio. Appuntamento con Cris un’ora più tardi, uscire per Gracía alle 6.30 di un sabato mattina vuol dire incrociare chi sta andando al lavoro al mercato e chi invece sta tornando a casa dalla serata. Da li in un attimo siamo già seduti in aereo, tutto talmente liscio da atterrare a Gatwick alle 8.50 con 30 minuti di anticipo. Formalitá all’immigration, treno per Victoria dove ci aspetta Emanuele e da li una meritata full english breakfast per recuperare energie…sono già molte ore che siamo in ballo e non sono nemmeno le 12…uk time! Con le pile cariche ci mettiamo nella tube con destinazione Finsbury Park, ci sono amici che ci aspettano per qualche pinta al “Faltering Fullback” Michiel, Federico e una new entry Chris. Il tempo vola ed é il momento di fare la corta passeggiata per raggiungere Emirates, un piccolo giro intorno a quello che resta di Highbury e un saluto veloce a due amici gooners Baso e Andrew, un hamburger per la strada e pronti ad attraversare la “gate k” per accomodarci in “visitors”. Per me esordio a Emirates, personalmente abbastanza deluso, ambiente decisamente freddo e direi poco “british” però contento di essere li, il Fulham gioca con la terza maglia e scende in campo con un piglio molto positivo. Tiene bene il campo, rischia poco e quasi riesce a infilare la porta di Szczesny con un tiro insidioso di Sidwell. Mi domando come può questa squadra avere un rendimento tanto altalenante… Nel secondo tempo l’Arsenal scende in campo molto più determinato, molta pressione e gioco decisamente più rapido. Inutile nascondersi dietro un dito, i valori in campo sono molto diversi e alla fine i Gunners riescono a passare per 2 volte con 2 reti di Cazorla e qualche complicità di Stekelenburg. Al minuto 90 Bent ci fa sussultare e quasi abbiamo l’impressione che l’intervento su di lui non sia troppo pulito, però impossibile dirlo dalla nostra posizione. Finisce cosí, con i ragazzi che vengono a ringraziarci sotto il nostro spicchio e con un’altra incredibile esperienza che volge al termine. La giornata però é ancora lunga, come la coda per prendere la tube a Arsenal, abbiamo appuntamento con Neil a cena e poi con gli altri per il dopo al Bricklayer’s…abbiamo tempo per una rapida passeggiata in centro e cosí saltiamo sul metro per Covent Garden immergendoci nel centro di Londra fino a Oxford Circus. Il cuore batte sempre forte in questa città…in un batter d’occhio eccoci a Putney Bridge, Neil ci apetta davanti a St. Mary’s e da li un paio di pinte al “The Rocket” prima di andare a cena a “The Putney Kitchen”. Conosciamo un tipo completamente fuori di testa, che aveva lavorato anni fa a Bardonecchia e che continuava a ripetere “I’m looking for bella topa, you know” risate e pinte…dopo la cena eccoci al “Bricklayer’s” dove trovo gli amici di sempre…coi i quali beviamo e scherziamo fino a che la campana mette fine alla nostra splendida giornata. Gli ultimi abbracci e l’appuntamento a presto…e via verso casa di Emanuele dove il suo comodo divano mi attende. La mattina dopo resta il tempo per ammirare il “Griffin Park” dalla finestra della cucina e di una “full english” a Chiswick prima di iniziare il viaggio di ritorno…qualche pinta al “Red Lion” di Gatwick e saluto per l’ennesima volta il Regno Unito e la sua splendida giornata di sole. Al partire provo sempre un pó di tristezza ma per fortuna so già che tra poche settimane un nuovo brivido mi percorrerà la schiena quando risalirò su un volo per tornare in terra d’Albione.

The Bricklayer’s Arms

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Acting and running a pub aren’t that dissimilar, really. It all comes down to performance and, if you don’t cut the Colman’s, the audience votes with its feet. Maybe that’s why landlady Becky Newman has gone down a storm at the Bricklayer’s. A former actress with stints in Casualty and The House of Eliott on her CV, she now treads the reclaimed Victorian floorboards of this Putney gem and the crowds are bringing the house down. When she took on the pub in 2005, she said it resembled “a Wandsworth nick reunion party”. The lags have moved on and among the real-ale buffs the regulars now include High Court judges, MPs, Fulham FC fans and a crowd from Sky Sports, just around the corner. Awards have been lobbed at it like bouquets from the gods. Situated down a side street a few minutes’ walk from Putney Bridge, the small, early Victorian Bricklayer’s is overshadowed by housing estates. Inside there’s a single bar and a long gallery at the back. There’s seating to suit all tastes, from wooden tables and stools, to comfy chairs and a pair of settles from a Welsh chapel. The flag-stoned beer garden is packed on sunny days. Beer makes the running at the Bricklayer’s, which usually offers the full range of Taylor’s Yorkshire ales, including its creamy Best Bitter and the magisterial Landlord (reputedly Madonna’s favourite pint). On the day we visited, a Cumbrian beer festival was in full swing and the perky Loweswater Pale Ale was a rousing refresher. Draught cider and perry come from Herefordshire and lager from the Czech Republic, and wine-drinkers can choose from a slim but sizzling list of crowd-pleasers

08.12.13 Fulham v Aston Villa

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A Steve Sidwell strike and a Dimitar Berbatov penalty saw Fulham record their first win in seven league games with a deserved victory over Aston Villa. After Berbatov had seen a header pushed onto the post by Brad Guzan, the Whites went in front in the 21st minute when Ashkan Dejagah played the ball into the path of Sidwell who beat Leandro Bacuna to clip a shot over the Villa keeper. Nathan Baker cleared a Alexander Kačaniklić shot off the line but the Swede was to win the penalty for Fulham’s second when he was tripped in the area by Bacuna. Berbatov slotted the spot-kick home with customary ease. John Arne Riise hit the post in the second half as Fulham secured a crucial win and ended a run of six successive league defeats. It was another impressive display by Fulham under Head Coach Rene Meulensteen. The defence were rarely troubled, while the Whites always looked dangerous on the break. Ahead of the busy Christmas period, it was a much needed shot in the arm for all with Whites connections as Fulham secured their first win since the 4-1 victory over Crystal Palace in October. Meulensteen made one change from the side that lost 2-1 to Tottenham Hotspur last time out, with former Villa man Sidwell replacing Pajtim Kasami. The Swiss midfielder dropped down to the bench where he was joined by Under-21s starlet Lasse Vigen Christensen. After a minute’s silence to mark the death of Nelson Mandela, Fulham got things under way and were attacking the Putney End in the first half. The Whites started brightly and saw early penalty claims turned down in the seventh minute when Berbatov appeared to be nudged in the back by Baker as Kačaniklić whipped in a cross. The ball was cleared behind and the resulting corner from Kačaniklić was met at the far post by Berbatov whose header from six yards was tipped onto the woodwork by Guzan. Villa were always going to be dangerous on the counter and so it proved in the 12th minute when they quickly broke. Gabriel Agbonlahor skipped down the left and crossed for Christian Benteke but the Belgium international sent his header from seven yards wide of Maarten Stekelenburg’s left-hand post when he should really have hit the target. Stekelenburg then beat away a Benteke drive from the edge of the box after Fulham had failed to clear their lines, but the Whites went closer to taking the lead when Giorgos Karagounis sent Dejagah clear. Ciaran Clark got back to make a brilliant challenge as Dejagah shaped to shoot with the ball falling to Kačaniklić whose driven shot was cleared off the line by Baker. In the 18th minute Kačaniklić drew a save from Guzan after Villa had been opened up down the left once again but Fulham were soon in front. Berbatov and Dejagah played a one-two with the winger squeezing the ball through for Sidwell. Guzan came out to block but, from a tight angle, Sidwell, under pressure from Bacuna, clipped a left-footed shot over the keeper and into the far corner of the goal. A wonderful passing move by Fulham saw them given the chance to increase their advantage in the 30th minute from the penalty spot. After a Villa corner was cleared, Karagounis launched the ball forwards to Berbatov whose first-time flick sent Kačaniklić racing clear. The Swede was sent tumbling in the box by Bacuna and, after Mike Dean pointed to the spot, Berbatov nonchalantly stepped up to send Guzan the wrong way. Villa almost got themselves back in it straight away when Benteke’s cute flick to Fabian Delph found the midfielder in space but he dragged his shot across the goal and wide. Berbatov forced Guzan into a good save in the 37th minute when he collected Sidwell’s lay-off after some fine passing on the edge of the box by Fulham in what was the final action of note in the first half. Fulham started the second half on the front foot. A well-worked short-corner routine between Karagounis and Kačaniklić saw the Swede cross for Philippe Senderos whose header was well held by Guzan. Berbatov skewed well wide from Riise’s crossfield ball, before Karagounis showed some fine footwork to ghost past two Villa players but fired over from 30 yards on the hour mark. Five minutes later Riise almost opened his Fulham account when his header from a Karagounis cross came back off the near post after Guzan had completely misjudged the flight of the ball. Chris Herd went into the book in the 67th minute for a late tackle on Karagounis, before Guzan saved Dejagah’s left-footed drive from the edge of the box at the second time of asking. Villa had offered little as an attacking threat but a mighty goalmouth scramble ensued in the 70th minute; Riise and Hughes bravely making blocks as a succession of shots rained in. Kasami replaced the excellent Karagounis in the 72nd minute in Meulensteen’s first change of the afternoon and the Swiss nearly made an instant impact when his low cross was almost turned into his own net by Clark with Herd clearing from near the line. Kačaniklić made way for Damien Duff in the 77th minute, before a long-range effort from Riise flashed just wide of Guzan’s near post. Aaron Hughes got away with what looked like a foul on Agbonlahor in the box with seven minutes remaining and Stekelenburg made sure of a first clean sheet since the win over Stoke City when he tipped Benteke’s drive over the bar in injury time.

09.11.13 Liverpool Fc v Fulham Fc

Liverpool v Fulham

An own goal by Fernando Amorebieta, a Martin Skrtel header and a brace from Luis Suarez saw Fulham go down to a 4-0 defeat at Anfield for the second season in a row. A good spell by Fulham was ended in the 23rd minute when Amorebieta turned a Steven Gerrard free-kick into his own net. And the hosts increased their advantage soon afterwards when Skrtel headed a Gerrard corner home. Suarez made it 3-0 before half-time when he raced onto Jordan Henderson’s throughball to score. And the lively Liverpool marksman added a second just after the break when Gerrard caught Kieran Richardson in possession and teed up his teammate to fire home. It capped a miserable afternoon for Fulham as the Whites slumped to a fourth successive defeat in all competitions. Fulham boss Martin Jol made two changes from the side that lost 3-1 at home to Manchester United last time out. Elsad Zverotić came in for the suspended Sascha Riether, who sat out the first match of his three-game ban, while Alexander Kačaniklić, Fulham’s scorer against United, replaced Bryan Ruiz. After a minute’s silence to mark Remembrance Day, Liverpool won an early corner which eventually resulted in Daniel Agger firing over from eight yards. The home side’s early pressure continued, with Suarez forcing Maarten Stekelenburg to save low down in the sixth minute after a neat move involving Gerrard and Philippe Coutinho. At the other end, a quick break by Fulham in the 15th minute saw Dimitar Berbatov spray the ball out wide to Ashkan Dejagah. The winger pulled it back for Zverotić whose cross to the far post was met by Pajtim Kasami. The midfielder chested the delivery down and saw his shot deflect off Glen Johnson and into the side-netting. A good spell for Fulham saw Berbatov collect Kasami’s pass and hit an effort with the outside of his boot straight at Simon Mignolet in the 21st minute. But 60 seconds later Liverpool were in front. Gerrard whipped in a free-kick from the right and as Suraez leapt to meet it he missed his header and the ball went in off the unfortunate Amorebieta. Scott Parker went into the book in the 24th minute to pick up his fourth booking of the season after cynically chopping down Gerrard from behind as Liverpool looked to break – but it was 2-0 moments later. The Reds won a corner and Gerrard’s delivery was attacked at the near post by Skrtel who beat Amorebieta to the ball to head powerfully home. Liverpool saw strong penalty claims waved away four minutes later when Henderson’s cross hit Richardson, before Stekelenburg did brilliantly to tip a fierce effort from Coutinho over the bar. From the corner, Coutinho saw a shot deflected into the grateful arms of the Fulham goalkeeper. It was 3-0 to Liverpool on 36 minutes, Henderson playing in Suarez to race beyond the flatfooted Fulham defence and slot past a helpless Stekelenburg. Jol made a change for the start of the second half, with Ruiz replacing Kačaniklić, but Liverpool should have been 4-0 up within a minute of the restart. Suarez forced Stekelenburg to save with his feet from close range, with Daniel Sturridge picking up the rebound and firing towards goal. The Dutch stopper made a fine one-handed save but the ball fell to Suarez who blazed over from five yards. The onslaught continued and Sturridge fired wide after twisting past Amorebieta and Richardson then made a good tackle to deny the in-form Liverpool man a shooting chance just inside the box. But the Fulham defender was at fault for Liverpool’s fourth when he dawdled in possession and Gerrard nipped in to nick the ball and release Suarez to fire past Stekelenburg at his near post. Fulham saw penalty claims waved away on 55 minutes when Dejagah went down under a challenge from Aly Cissokho after racing onto a Berbatov pass. Aaron Hughes replaced Zverotić on the hour mark in Jol’s second substitution of the afternoon. Stekelenburg made a fairly comfortable save from Coutinho on 71 minutes after Suarez had wriggled into space and teed up his teammate. Jol made his final change of the day, replacing Berbatov with Giorgos Karagounis, before the referee brought a disappointing day to an end for the Whites.

Liverpool away

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Credo che, se vuoi provare a far capire certe emozioni a chi ti legge, devi scrivere certe cose col cuore ancora caldo e per questo inizio a scrivere questo post ancora con la faccia stanca dal fine settimana nel Merseyside. Venerdí mattina tutto inizia con un grande spavento, non trovavo la carta d’identitá…inutile dire che il famoso “keep calm” non rientrava nel momento. Ovviamente al riuscire a raffreddare la mente ecco il lampo di genio che permette di far scivolare in tranquillitá il resto della giornata. 2 ore e poco piú di un volo tranquillo quando il pilota annuncia che in 20 minuti avremmo toccato terra al John Lennon International Airport di Liverpool dove lasciati alle spalle il sole e i 22 gradi di Barcelona ci stava aspettando una grandinata e 6 gradi di temperatura, welcome to UK. Pochi metri sotto la grandine, la coda rapida per l’immigration e sono giá sul 80A con destinazione Liverpool quando scopro che i miei compagni di viaggio sono bloccati all’aeroporto di Manchester (circa 50 km da Liverpool), dove il loro bus é misteriosamente scomparso. Intanto arrivo in cittá mi faccio una splendida passeggiata “under the rain”, almeno aveva smesso di grandinare, fino a trovare l’hotel. Check in fatto non resta che aspettare e visto che avevo fatto i compiti a casa sapevo che uno dei “5 best pub in Liverpool” era dietro l’hotel. Ovviamente non perdo tempo, troppa voglia di “Casc Hale” e cosí eccomi al “Lion Tavern”, il pub é pieno, é venerdí sera…riesco a guadagnare un posto alla barra e dopo 3 minuti passati in solitudine ecco che il mio vicino attacca bottone “Mick” una 50 d’anni con maglietta dello Zenith, season ticket holder del Man U, con lui Ian tifoso e abbonato del Huddersfield e un finlandese, di cui non ricordo il nome, residente e tifoso del Liverpool. Passo una buona serata ed esco giusto a tempo per ritrovare i reduci di Manchester sulla porta dell’hotel. Sabato mattina é il “matchday”, Anfield Road un sogno che diventa realtá, uno di quei campi mitici, quelli sognati dai tifosi di calcio di tutto il mondo ma quasi impossibile per l’estrema difficoltá a trovare i biglietti per la partita. Mi sveglio presto nonostante sia andato a letto tardi, l’emozione della giornata si sente giá. Ci prepariamo e usciamo…bisogna cercare una colazione inglese, la troviamo anche se non é la migliore che ho provato…forse un pó povera ma comunque molto buona. Ora siamo pronti, qualche messaggio coi ragazzi in viaggio da Londra, appuntamento all’away pub “The Arkles” intorno all’una. Cosí si parte, autobus in direzione Anfield dove ci accoglie un bel acquazzone! (Da notare che sono stati 2 giorni di sole a parte questi 2 episodi circoscritti). L’aver giá fatto il tour di Anfield il passato mese di aprile forse ha rovinato un pó l’emozione di trovarselo davanti peró sapevo che non sarebbe stato assolutamente cosí. The Arkles é in Anfiel Road a circa 200 metri dal “away sector” e la veritá che nonostante fosse il pub indicato come “away” le due tifoserie erano perfettamente mischiate con un incredibile rispetto delle parti…ambiente disteso, Reading v QPR sui maxischermi, pinte e chiacchiere…poco dopo arrivano i “londinesi” e purtroppo il tempo passa veloce, qulche pinta e via verso lo stadio, un controllo rapido da parte dei 2 agenti sulla porta ed eccoci nella pancia di Anfield…the dream becomes true. Un hot dog, una pinta (ovviamente) un salto al bagno e su per la scala….un respiro profondo ed eccomi li, finalmente. Lo stadio é giá quasi tutto pieno, lo sará in pochi minuti…il tempo di raggiungere i nostri posti e guardarsi un pó intorno che partono le note di “You’ll Never Walk Alone” e le squadre entrano in campo. Arrivati a questo punto del racconto mi fermo, guardate il video che ho fatto e provate a immaginarvi seduti li al mio posto, potrei scrivere milioni di parole ma non sarei in grado di farvi provare quell’emozione…vi dico solo del silenzio rispettoso dei tifosi del Fulham durante l’inno del Liverpool, ne abbiamo presi 4 e i tifosi del Liverpool a 2 metri da noi non ci hanno insultato, derisi o tirato niente e a fine partita siamo usciti immediatamente tornando a mescolarci per le vie intorno lo stadio….When you walk through a storm, hold your head up high, and don’t be afraid of the dark, at the end of the storm there is a golden sky and the sweet silver song of the lark. Walk on through the wind, walk on through the rain, though your dreams be tossed and blown. Walk on, walk on with hope in your heart, and you’ll never walk alone, you’ll never walk alone…

21.09.13 Chelsea v Fulham

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Fulham fell to a 2-0 derby defeat at the hands of Chelsea at Stamford Bridge on Saturday 21st. In what was a closely fought fixture, two second-half goals proved the difference as strikes from Oscar and John Obi Mikel earned the home side the SW6 bragging rights. The opening 45 minutes was an even contest, with the Whites squandering the best chance when Darren Bent shot too close to Petr Cech after being played through by Pajtim Kasami. But Chelsea came flying out in the second period and two close-range goals earned them their first win over Fulham at home in three years. Martin Jol made three changes to the side that drew with West Bromwich Albion seven days ago, with the recovered Bent taking the place of Dimitar Berbatov who didn’t recuperate in time from a hamstring strain. Fernando Amorebieta was handed a full debut at the expense of Philippe Senderos, while Damien Duff started on the right wing in place of the injured Bryan Ruiz. The first smell of danger arrived in the fourth minute when Chelsea were awarded a soft free-kick for an apparent foul on Ashley Cole by Kasami, but Andre Schurrle’s set-piece was headed clear by Sascha Riether. The Whites then broke with Duff who eventually managed to dink in a cross that Steve Sidwell headed over, while another opportunity then arrived on six minutes for the Blues when Samuel Eto’o beat David Stockdale to Branislav Ivanovic’s cross, but the striker’s effort went well over the crossbar. In what was an entertaining opening 10 minutes, Bent almost latched onto Scott Parker’s clever ball over the top, but Cech read the situation brilliantly to rush out and head clear the danger. The best chance of the game then fell to Bent in the 13th minute when Kasami played him in with sublime vision. The striker’s pace took him beyond Gary Cahill but his shot was too close to Cech who made a comfortable save. Schurrle had another set-piece opportunity with 20 minutes played and the Germany international fizzed in a dangerous ball that Ramires managed to flick on, but only into the arms of Stockdale. The winger’s deliveries were becoming more threatening, though, and Stockdale had to be on hand to tip his corner away three minutes later. Eto’o latched onto a diagonal pass in the 26th minute after escaping the offside flag – the striker cut inside Riether before rifling in a powerful shot that was deflected behind for a corner by Duff. An ambitious effort from Sidwell shortly after was the first Fulham attempt for a while but, nonetheless, the Whites were doing well to contain their hosts in what was a well-balanced match. After Kasami was once again contentiously penalised on the edge of his own area, Oscar and Schurrle both stood over the dead ball. It was the Brazilian who stepped up, smashing his shot into the wall, with Stockdale then doing well to claim the loose ball and prevent a corner. The Blues were beginning to up the tempo slightly and it needed a fine block from Brede Hangeland to deny Ramires a clean strike on goal, with Eden Hazard then firing a well-struck volley wide following a Stockdale punch. Fantastic play by Parker in the middle of the field allowed him to dribble beyond Mikel with ease before finding Alexander Kacaniklic down the left. The Swede fed Duff who won a corner but the subsequent set-piece was well cleared by Schurrle. As we entered the final five minutes of the half Hazard was urged to shoot from the home crowd but his effort from 25 yards trickled harmlessly wide of Stockdale’s post, although they did find the beat the Fulham keeper seven minutes into the second half. Following some intricate play inside the area, the ball eventually broke to the advancing Schurrle and then Eto’o. Stockdale kept each of their efforts out but there was nothing he could do to prevent Oscar finding the back of the net after the loose ball fell extremely kindly for him six yards from goal. The Whites sought an equaliser immediately and Kasami’s lovely curling free-kick two minutes later was met by Sidwell, but our number seven couldn’t control his header which flew wide of the post. With 64 minutes gone Jose Mourinho made the game’s first substitution as Eto’o was withdrawn for Fernando Torres, whilst Fulham followed suit with Adel Taarabt taking the place of the tireless Duff. And it wasn’t long before Jol made another change, with Buomesca Tue Na Bangna handed a debut at his former club when he replaced Kacaniklic. Chelsea were seeing a lot more of the ball as the game entered the final quarter of an hour, but they continued to frustrate their fans as they failed to turn their possession into a second goal. They did almost grab that decisive goal that their supporters so craved on 82 minutes after Taarabt gave the ball away in midfield. Chelsea countered quickly but Amorebieta was on hand to block Ramires’ shot. They came even closer two minutes later when Torres connected brilliantly with Oscar’s corner, only to be denied by a fine sprawling save from Stockdale. Fulham’s respite was short-lived though, with Mikel ramming the ball home after John Terry had nodded down the subsequent corner. Both sides then made a further change, as Kevin De Bruyne replaced Hazard, and Hugo Rodallega came on for Kasami. Richardson almost halved the deficit in the 89th minute when his cross-cum-shot caught Cech by surprise, but the giant goalkeeper still got across well to palm the ball behind to maintain his side’s clean sheet with practically the final action of the game.

Un weekend in Premierleague

Quando sabato mattina la sveglia ha suonato alle 8.30 non ho pensato al fatto che fosse sabato ed era decisamente presto al essere un giorno festivo. Come ogni sabato ho fatto la mia colazione con caffelatte e biscotti del Mulino Bianco, mi sono preparato ho preso lo zaino e via. Le vie del mio quartiere alle 9.30 del mattino erano ancora tranquille, il sole era giá alto e il termometro segnava 26 gradi. Passeggio fino alla metro, destinazione Sants e poi aeroporto. Mentre ero seduto in treno mi guardavo intorno pensando a dove andasse ognuno dei miei compagni di viaggio, quello che sapevo era dove stavo andando io e mi sentivo davvero emozionato e felice. All’arrivo la routine di sempre, controllo bagaglio, frontiera, giusto il tempo per un caffé che inizia l’imbarco del mio volo British Airways con destinazione London Gatwick. Il viaggio si fa lungo, troppa la voglia di rimettere i piedi in territorio britannico, durante il volo si passa dal sole spagnolo al plumbeo cielo inglese fino a che tocchiamo terra. Ormai ho esperienza cosí che mi dirigo piú velocemente possibile all’immigration, la tempistica in questo momento ti puó far guadagnare parecchio tempo e io alle 17.30 dovevo essere seduto dentro Stamford Bridge. Passati i controlli in entrata mi reco alla stazione del Terminal South dove scopro che a causa di un incidente ci sono problemi sulla linea per Londra e tutti i tremi sono dirottati a London Bridge, questo tradotto vuol dire mezz’ora in piú per arrivare a destinazione. Ad ogni modo si parte, ho con me la mia Oyster Card con credito rimanente dalla volta precedente cosí da evitare code infinite per ricaricare il credito. Mi infilo nella metro e via. In una cittá come Londra riesco a incrociare il mio amico Emanuele in metro…andremo insieme alla partita e saró suo ospite per la notte. Poco dopo scendiamo a Fulham Broadway, sono gía le 15 (uk time) e non ho ancora mangiato cosí un hamburguer per la strada prima di entrare nel pub per un paio di pinte. Eccomi li, finalmente mi sento a casa, mi godo l’atmosfera, quell’atmosfera che solo chi ama il calcio ed é andato a vedere una partita in Inghilterra puó capire. Il tempo corre rapido e si avvicina l’ora del kick off cosí lasciamo il pub e ci rechiamo allo stadio, compro il match-programme, entriamo e abbiamo giusto il tempo dell’ultima pinta prima di salire le scale che ci portano al nostro settore. Chelsea v Fulham. Non voglio raccontare della partita, lo faró in un altro post, voglio solo parlare della splendida serata passata con gli amici “whites” al The Bricklayer’s Arms, uno dei pub dei tifosi del Fulham a Putney. Tra Ales, chiacchiere e risate. Quando ci hanno cacciato a colpi di campana, siamo andati sul ponte a prendere il bus, ricordo la serata, il rumore del Tamigi e il buio del parco…alla fine di quel parco c’é il Cottage. Riconosco che é stata una grande emozione e la voglia di tornare é giá forte…la prossima fermata sará Anfield Road per ritornare a Putney dovró aspettare dicembre.