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In giro per l’Umbria: Norcia e il parco dei monti Sibillini

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A cavallo tra l’Umbria e le Marche, ai piedi del monte Vettore, questo bel parco è l’unica zona veramente selvaggia dell’Italia centrale. Per secoli si narrava che queste montagne fossero abitate da fate e dalla misteriosa Sibilla, oggi sono rifugio del lupo, dell’aquila reale, del falcone pellegrino e del gufo granducale. Se amate i dirupi scoscesi, le valli profonde e i circoli glaciali siete nel vostro habitat! Il principale punto d’accesso al parco è la piccola città di Norcia, piccola ma con una grande fama! Il fondatore del monachesimo occidentale, San Benedetto, vi nacque nel 480. L’altra celebrità è il tartufo: la fiera del tartufo nero costituisce un’occasione unica per gustare tutti i tipi di specialità a base di tartufo, ma anche salumi, formaggi e cereali. Tornando al parco dei Monti Sibillini visita obbligata a Castelluccio e il piano Grande a circa 30 km da Norcia. Un luogo incantevole e sereno al quale si arriva tramite una magnifica strada che sale al di sopra della vallata. Anfiteatro naturale circondato da montagne spesso innevate, il piano Grande, di origine carsica, offre un paesaggio insolito, che può evocare il Tibet, le Ande o il Grande Nord. In lontananza il villaggio di Castelluccio, appollaiato su una collina a 1452 metri di altezza, domina la pianura e sembra un pò sperduto in questa immensità. Il paese è famoso per le sue lenticchie e per la ricotta.

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In giro per l’Umbria: Spoleto

Spoleto

 

Spoleto, appollaiata su una collina bagnata dal torrente Tessino, non ha la stessa atmosfera delle città vicine, tuttavia riserva belle emozioni grazie ai suoi tre millenni di storia che hanno lasciato testimonianze storiche e culturali. San Francesco stesso amava risiedervi, tanto che fondò un eremo su Monteluco che domina l’intera cittadina. Oggi il fascino del luogo è stato snaturato dalla strada che ha rimpiazzato l’antica via Flaminia. In ogni caso, non tutto ciò che è moderno è da mettere sotto accusa… Tra tante, una felice iniziativa, per esempio, è l’appassionante Festival dei Due Mondi che ogni anno, dalla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, con le sue musiche anima tutte le vie e le piazze della città.

In giro per l’Umbria: Todi

Todi

 

“Todi, una città in posizione difficile per il turista, ma nient’affatto scomoda per il viaggiatore”, così lo scrittore britannico Edward Hutton la definiva nel 1905. Costruita dagli Etruschi su due colline gemelle, l’antica Tuder (parola estrusca che significa frontiera) fu poi colonizzata dai Romani, che operarono interventi importanti riempiendo l’avvallamento che separava le alture per creare un’unica piazzaforte. Di questa antica epoca sopravvivono alcune vestigia, tra cui le belle mura. Oggi questo grosso borgo arroccato, cinto da bastioni medievali e percorso da strade lastricate, merita sicuramente una visita durante il giro dell’Umbria.

In giro per l’Umbria: la cascata delle Marmore

la cascata delle Marmore

 

Poiché le acque sono utilizzate per la produzione di energia idroelettrica, oltre che a fini turistici, gli orari della cascata sono regolamentati in modo preciso e complicato. Sul posto, due terrazze panoramiche: il belvedere inferiore e il belvedere superiore, con una biglietteria ad ogni livello. In più c’è un servizio di pullman gratuito che collega i due belvedere. Questa cascata non è un regalo della natura, ma il frutto del lavoro dell’uomo. Fu infatti realizzata nel III secolo a.C. dal console romano Manlio Curio Dentato che decise di aprire una breccia nello sbarramento naturale di travertino che bloccava le acque del fiume e provocava inondazioni della piana di Rieti. Il risultato fu questa cascata articolata in tre salti di altezza complessiva di 165 metri. Nel corso degli anni fu oggetto di altri interventi. Oggi raccoglie le acque del fiume Velino insieme a quelle del lago di Piedilucco, dando luogo a uno spettacolo sorprendente. Dal belvedere inferiore si ricevono gli spruzzi e da quello superiore ci si può avvicinare alla prima cascata, alta 80 metri. I due sono collegati da un sentierino che,  metà strada, presenta un percorso ad anello da cui si può sfiorare l’acqua a più riprese. Arrivate al balcone degli innamorati attraverso un piccolo tunnel scavato nella roccia…

Orvieto Underground

Orvieto Underground

Orvieto conta circa 1200 cavità, delle quali 440 cartografate. Il loro scavo era stato ben organizzato seguendo l’andamento della roccia sempre verso il basso, al fine di predisporre le fondamenta della costruzione in superficie. È qui che si lavorava, al riparo del sole, e che si conservavano gli alimenti, grazie al fresco e all’ombra. Nel corso dei secoli, queste grotte furono adibite a differenti usi: furono cisterne, cave, cantine per vino, olio e formaggi e persino rifugi anti-aerei durante la seconda guerra mondiale. I punti salienti della visita sono un antico frantoio, un pozzo etrusco di dimensioni tali (80x120cm) che vi potesse entrare un uomo dell’epoca (alto in media 1 metro e 45) e antiche piccionaie.

In giro per l’Umbria: Orvieto

Orvieto

 

Orvieto troneggia superbamente su una rupe di tufo e di pozzolana, testimonianze di un’attività vulcanica che risale a centinaia di migliaia di anni fa. Il luogo, abitato fin dall’età del Ferro, conobbe poi l’insediamento degli Etruschi che fondarono la città di Velzna, distrutta in seguito dai Romani che vi costruirono la loro Urbe Vetus. Annessa allo stato pontificio a metà XV secolo, fu un luogo prediletto dai papi, perché più sicuro di Roma. Grazie al Duomo, uno dei più belli d’Italia, e al suo celebre vino, la città è diventata molto turistica, ma ha saputo conservare il fascino di un tempo. Si può gironzolare qua e là senza una meta precisa, nelle sue belle stradine medievali che rivelano sempre piacevoli sorprese.

In giro per l’Umbria: lago Trasimeno

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Quarto lago d’Italia per dimensioni, con una superficie di 128 km2, il Trasimeno porta il nome di un re tirreno che sarebbe annegato inseguendo una ninfa. Il fascino romantico di questo specchio d’acqua, che il poeta inglese Lord Byron paragonava a un “velo d’argento”, e le sue alture, coronate da antichi castelli, hanno ispirato più di una bella penna e più di un buon pennello. Ammirando le tele del Perugino, nato nella vicina Città della Pieve, noterete spesso sullo sfondo il lago Trasimeno. Le sue sponde tuttavia non sono ormai più all’altezza delle leggende ed è sconsigliabile fare una nuotata nelle sue acque. Ma le isolette e i paesini medievali dei dintorni, sparsi sulle rive o sulle colline circostanti, riservano piacevoli sorprese.

In giro per l’Umbria: Perugia

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Capoluogo della regione e cittá cosmopolita, Perugia è appollaiata su una collina che domina il Tevere ed è circondata da mura dietro le quali spuntano le cime dei cipressi e dei campanili. Appena entrati nella città i viaggiatori, anche i più disincantati, rimangono sbalorditi, di giorno per la bellezza dei suoi palazzi rinascimentali e, di notte, per il labirinto di viuzze che sembra celare un mondo misterioso. Fondata dagli Etruschi, Perugia fu poi romana per sette secoli, prima di subire il giogo degli invasori Goti, Ostrogoti, Longobardi e Bizantini. Divenuta libero Comune, in epoca medievale conobbe guerre incessanti contro Assisi e le altre città nei dintorni. Finì poi sotto la dominazione papale fino al 1860. Di questo passato tumultuoso conserva un ricco patrimonio. Ma Perugia, pur essendo impregnata di storia, è una città dinamica che accoglie studenti universitari di tutto il mondo e gli amanti del jazz, perchè ogni anno, in estate, un festival prestigioso richiama da tutta Europa un pubblico di appassionati per assistere ai concerti che hanno luogo nelle suggestive strade della Città Vecchia. Non fatevi scoraggiare dalla posizione un pò scoscesa della città, abbandonate l’arteria principale, corso Vannucci, e andate alla scoperta delle deliziose stradine che scendono verso il basso. Fortunatamente scale mobili e ascensori sono in funzione tutto il giorno e una parte della notte! E non perdetevi la visita alla stupenda Galleria nazionale, dove il Perugino occupa un posto d’onore, affiancato dal Pinturicchio, altro pittore nativo di questa zona.

In giro per l’Umbria: Assisi

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Adagiata ai piedi del monte Subasio, identica da secoli, Assisi emoziona i visitatori con le numerose chiese, la magnifica basilica di San Francesco, l’importante Rocca e le stradine in salita, che hanno ispirato piú di un artista. Fondata dalla tribù degli Umbri, divenne un importante centro dell’impero romano prima di decadere durante le invasioni barbariche. Rinata nel Medioevo, la città conobbe periodi gloriosi, in cui attirava il fior fiore degli artisti toscani e umbri e rivaleggiava in prestigio con la potente Perugia, che riuscì ad assoggettarla prima di finire anch’essa sotto lo Stato pontificio. Ma la fama di Assisi è soprattutto legata ai suoi figli, San Francesco e Santa Chiara. Classificata dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità, Assisi è visitata ogni anno da circa 6 milioni di persone, il 90% delle quali é rappresentato da pellegrini. Bisogna dire che la città merita un tale successo.

In giro per l’Umbria: Gubbio

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Ai piedi degli Appennini si staglia il profilo ondulato dei monti verdeggianti del bacino eugubino, delimitato a est dal monte Cucco. La foresta disseminata di faggi e tassi secolari copre il 30% del territorio. Nel sottobosco abbondano porcini e tartufi che diventano poi gli ingredienti di piatti semplici e tipici, tra i migliori di tutta l’ Umbria. Il fiume Chiascio nasce tra le argille del monte Ingino, che domina la cittá di Gubbio. Strenuamente ancorata alla proprie tradizioni, la popolazione eugubina rende omaggio ogni anno al suo patrimonio storico con grandi feste popolari, alle quali tutti partecipano in allegria. É qui che, secondo la leggenda, San Francesco ammansí un lupo pericoloso, trasformandolo in una creatura inoffensiva e amica, in occasione di uno dei suoi molteplici peripli sul Sentiero della Pace, che si puó ancora percorrere da Gubbio ad Assisi. Dominata dall’autorevole profilo del palazzo dei Consoli, Gubbio sembra appena uscita dal Medioevo, con il suo dedalo di stradine e scalinate aggrappate alle pendici del monte Ingino. Distrutta piú volte dalle orde barbariche, occupata dai Longobardi al tramonto dell’impero Bizantino, Gubbio divenne un libero comune nel XII secolo e si affermó anche grazie alla presenza del vescovo Ubaldo Baldassini. Nel corso del XIV secolo, i duchi di Urbino e di Montefeltro assoggettaron la cittá. La sua posizione strategica sulla strada per Roma le permise di rivaleggiare con la potente Perugia. Oltre che per le sue feste, che hanno origine da questo passato glorioso, la cittá é celebre per le sue ceramiche. Nel XV secolo un artigiano locale scoprí il segreto per la fabbricazione di alcuni colori, come il rosso rubino, molto in voga durante il Rinascimento. Ma l’artista che lasció il segno maggiore nella lavorazione della ceramica fu Mastro Giorgio che, nel XVI secolo, creó la tecnica della ceramica a lustro.