Archivi categoria: Food & Drinks

The Rocket at Putney

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Offering a globe-spanning bar stock and a menu of British and international dishes, The Rocket is a member of the celebrated fleet of pubs from JD Wetherspoon. Menus span from hearty full English breakfasts and traditional pub classics, to fun kids’ options and delicious desserts. Championing some of the nation’s favourite dishes, popular weekly events at Wetherspoon’s range from steak and curry nights, to the family-friendly Sunday club, where traditional roasts are served with all the trimmings. Real ales are a speciality, with a superb range of guest brews and permanent draught beers cherry-picked by Wetherspoon’s resident experts.

12.01.14 Espanyol v Real Madrid

El Espanyol ha encadenado la segunda derrota del año al perder por la mínima contra el Real Madrid, en un partido muy disputado y que se ha acabado decantando por una jugada de estrategia. Los blanquiazules han plantado cara al equipo blanco, pero un gol de Pepe en el segundo tiempo ha acabado con las opciones locales. A pesar de las enormes diferencias presupuestarias, el Espanyol ha dado una lección de amor propio y de esfuerzo. El Espanyol ha salido al campo muy enchufado y con ganas de demostrarle al Real Madrid que pensaba pelearle los puntos hasta la última extenuación. El arranque de los blanquiazules ha sorprendido a los blancos, que se han visto desbordados por el ímpetu y las ganas locales. Stuani, en un par de remates muy forzados, ha avisado a Diego López, que se desgañitaba exigiendo más concentración a su defensa. Bien plantado defensivamente el Espanyol, los de Javier Aguirre, hoy con Alfredo Tena como ejecutor en el banquillo, han ofrecido buenos minutos de fútbol a sus aficionados. Como se podía esperar, el R. Madrid ha ido entrando en el partido y ha comenzado a imponer su estilo. Sin un dominio muy apabullante, pero sí gracias a su enorme potencial ofensivo, los visitantes han equilibrado el partido. Kiko Casilla, casi inédito en el tramo inicial, ha tenido que intervenir para despejar un par de disparos lejanos. El conjunto de Ancelotti se ha ido sintiendo más cómodo, mientras que el Espanyol ha comenzado a sufrir y ha tenido más problemas para conservar la pelota. Tras unos instantes de bastante agobio, los blanquiazules se han recompuesto y han vuelto a estirar un poco las líneas. Córdoba, que ha luchado como un coloso con la defensa visitante, ha propiciado una buena oportunidad para Álex, pero el disparo del madrileño no ha encontrado portería. Los visitantes han dado la réplica con una contra muy peligrosa que, afortunadamente, no han sabido aprovechar. Con todo por decidir, el segundo tiempo ha comenzado con un guión parecido. El Espanyol ha esperado atrás para intentar sorprender a la contra. Stuani, tras un robo, ha probado fortuna con un disparo desde la frontal que Diego López ha atrapado sin problemas. Sin embargo, el partido ha entrado en una nueva dimensión cuando, en uno de los pocos errores de concentración, Pepe ha logrado el primer gol al aprovechar una jugada a balón parado. El banquillo local ha reaccionado rápidamente y ha dado entrada a Lanza y Simao para reforzar el ataque. El Espanyol no ha querido entregarse y ha intentado apurar las opciones para intentar lograr, como mínimo, un empate. El Madrid, por su parte, parecía dar por buena la exigua ventaja en el marcador y sólo ha intentado sorprender en alguna contra, aunque la zaga espanyolista ha respondido con solvencia. Y, cuando no, ha aparecido Kiko Casilla para evitar el segundo gol después de una acción individual de Cristiano. Los pericos nunca han perdido la cara al partido. El equipo ha puesto corazón y ganas, pero no han podido ante un rival que, sin ofrecer un gran fútbol, sí ha sido eficaz y pragmático.

Risto-Pub Zona Franca

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Situato nel centro storico di Piacenza la Zona Franca è un risto-pub dove ci si sente a “casa”, dall’ambiente confortevole e con un camino centrale. Si può bere ottima birra con bruschette o panini ma il menu comprende anche primi, carni, insalate mentre sulla lavagnetta sono presenti i piatti del giorno; ottimi i dolci. Da provare assolutamente gli spaghetti cacio, pepe e pomodorini e lo stinco arrosto con le patate. Nella bella stagione è possibile mangiare all’aperto in uno spazio reso accogliente da tavoloni in legno e candele. Nel weekend è sempre pienissimo e, cosa positiva, frequentato da gente molto eterogenea anche per età: si trovano dalle famiglie agli adolescenti. Il personale è preparato, simpatico e alla mano. L’ambiente ideale per passare una tranquilla serata senza spendere eccessivamente.

La Corte Toscana

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Il ristorante La Corte Toscana offre a Milano, in zona Porta Romana, delizie di piatti e vini della tipica gastronomia ed enoteca toscana. La Corte Toscana nasce dall’amore per una terra magica, per il fascino dei suoi colori, dei suoi paesaggi, dei suoi profumi, della sua storia e…dei suoi sapori. Non solo ristorante, ma anche enoteca e gastronomia, La Corte Toscana si trova in Porta Romana, una delle zone di Milano più famose nel panorama della ristorazione e accoglie i suoi ospiti in un locale con un look da “osteria chic” dall’atmosfera calda, familiare e conviviale al contempo. Il Menù, semplice ma accurato, propone ricette di tradizione toscana rivisitate con una mise en place dall’aspetto moderno, piacevole per occhi e palato. Armonia, stagionalità, freschezza e qualità dei prodotti, insieme alla cura dei dettagli e ad una attenzione particolare al prezzo, sono i punti di forza che la rendono unica. Specialità della cucina toscana tipica in un ristorante a Milano con ingredienti a kilometro 0, acquisiti dai produttori, per golosità moderne dal sapore antico. La cucina del ristorante, propone piatti toscani: della tradizione originale, ma con un tocco di innovazione. Le specialità tipiche toscane, come gli antipasti toscani, la ribollita, la bistecca alla fiorentina, a seconda della stagione e della disponibilità delle materie prime, cambiano di giorno in giorno, stuzzicando golosità e curiosità. Ogni ingrediente è selezionato con cura direttamente presso i produttori al fine di abbattere parte della filiera, incentivare la filosofia del “kilometro zero” e garantire qualità, autenticità e freschezza e far vivere momenti di gola dal sapore antico. La carta presenta prestigiosi vini di Toscana, come il Nobile di Montepulciano, il Chianti DOCG, il Vermentino Nero, il Morellino di Scansano e molti altri, ma anche birre artigianali, genuine e originali al contempo, ideali “compagni” per le ricette della Corte, in un viaggio degustativo dai sapori inconfondibili. In piú il ristorante ha un veloce take away si possono scegliere e portare a casa i piatti preparati dallo chef, i vini e le birre della loro cantina, ma anche formaggi, affettati e dolciumi.

Antica Trattoria della Pesa

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Il Ristorante “Antica Trattoria della Pesa” è espressione della grande tradizione gestronomica lombarda, in particolare milanese, nella sua totalità. Si potrebbe parlare solo di cibo e delle pietanze, ma nel nostro caso è difficile prescindere dall’atmosfera che gli arredi e la relativa cura e attenzione danno al locale. Questi si presenta in modo semplice raffinato e autentico allo stesso tempo. Il pavimento è in granigliato rossoe grigio comune a quello di molte case milanesi di inizio secolo. Le splendide stufe in maiolica rimandano ai tempi in cui i locali venivano riscaldati a legna. La boiserie in legno conferisce ad ogni stanza, un calore che appartiene esclusivamente ai ristoranti di una volta, in cui spesso ci si ritrovava seduti sullo stesso tavolo con persone mai viste prima (caratteristica che ancora oggi contraddistingue il locale, visto che i lunghi tavoli dell’800 vengono a volte apparecchiati per un paio di coppie). I fiori, che un’esperta mano femminile dispone quotidianamente  sono freschi e curati, come se ogni giorno si attendesse la celebrazione di un rito importante: piccoli bouquet in teiere di ceramica sulla fiandra danno un tocco di eleganza. Appena fuori dal locale si trova la vecchia “pesa” rettangolare in ferro, da cui 130 anni fa ha preso il nome il locale, lascia intendere la presenza nelle vicinanze di un dazio, del confine cittadino dalle campagne. Oggi l’Antica Trattoria della Pesa è nel cuore di uno dei quartieri più vivi di Milano, Garibaldi, in viale Pasubio 10 (imbocco via Marocelli), dove hanno sede gallerie d’arte e ateliers di grandi artisti, e dove un tempo vi erano cortili di artigiani.
Nei primi anni ’40 erano i luoghi frequentati dal futuro leader vietnamita Ho Chi Minh, che risiedeva sopra la Trattoria, come testimonia una lapide posta sulla facciata fuori dall’ingresso.

The Bricklayer’s Arms

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Acting and running a pub aren’t that dissimilar, really. It all comes down to performance and, if you don’t cut the Colman’s, the audience votes with its feet. Maybe that’s why landlady Becky Newman has gone down a storm at the Bricklayer’s. A former actress with stints in Casualty and The House of Eliott on her CV, she now treads the reclaimed Victorian floorboards of this Putney gem and the crowds are bringing the house down. When she took on the pub in 2005, she said it resembled “a Wandsworth nick reunion party”. The lags have moved on and among the real-ale buffs the regulars now include High Court judges, MPs, Fulham FC fans and a crowd from Sky Sports, just around the corner. Awards have been lobbed at it like bouquets from the gods. Situated down a side street a few minutes’ walk from Putney Bridge, the small, early Victorian Bricklayer’s is overshadowed by housing estates. Inside there’s a single bar and a long gallery at the back. There’s seating to suit all tastes, from wooden tables and stools, to comfy chairs and a pair of settles from a Welsh chapel. The flag-stoned beer garden is packed on sunny days. Beer makes the running at the Bricklayer’s, which usually offers the full range of Taylor’s Yorkshire ales, including its creamy Best Bitter and the magisterial Landlord (reputedly Madonna’s favourite pint). On the day we visited, a Cumbrian beer festival was in full swing and the perky Loweswater Pale Ale was a rousing refresher. Draught cider and perry come from Herefordshire and lager from the Czech Republic, and wine-drinkers can choose from a slim but sizzling list of crowd-pleasers

The Red Lion

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As far as location is concerned the Red Lion is hard to beat, midway between the House of Commons and Downing Street. It is the closest to No.10, although it’s unlikely you’ll see the PM here. Perhaps the odd MP though as it has Parliamentary TV broadcasts from the House (thankfully mute) and there’s a division bell for those important votes, so MP’s needn’t miss a thing. This is a classic late 19th century pub. The long narrow bar was once divided into Public and Saloon, with the counter running along the back wall serving both. The solid hardwood fittings are broken up by carving or insets of decorative glass. The etched and cut mirrors are beautiful examples of the craft. The remaining wall space is covered with interesting and amusing prints with a political theme. The Red Lion serves as watering hole and dining room for civil servants and journalists, although the conversation is more likely to be about sport than politics. Curious tourists find there way here too, so it can get very busy especially when Parliament is sitting and finding a spot to eat can be difficult, although there is a dining room upstairs. The cellar bar hosts the Electric Mouse Comedy evening on Mondays, doors open at 7pm.

The Crown Pub

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The Crown Pub next to the station. This is probably the first pub people see on arrival in Liverpool. The architect is unknown. 1859 is the earliest reference to a pub here. In 1888 William Clarkson, the owner of the Midland, took over here. But like others in 1905, it was taken over by Peter Walker, Brewers of Warrington and Burton on Trent. As we entered, we’d have noticed that exterior, the richest art nouveau of any pub. This exterior is really impressive with its moulded plaster friezes, the shallow box windows on the first and second floor, the cut glass windows, the copper panels and the beautiful golden letters outside. Looking from the window of the Crown, we can see Wellington on his monument and he had a great influence on the pubs of Liverpool. Before the 19th century, most beer was brewed in private houses, known as pot houses. But most of the social problems then were not caused by beer drinking, but by spirit drinking. Wellington had the idea that if he could encourage people to drink beer rather than spirits, it would solve a great many social problems. A familiar sight against the bustle of Lime Street Station, you could say we’re a city pub with a local heart. And a famous one at that – our distinct art nouveau exterior and grand original features reveal a fascinating history. Today, there’s always something good on to draw a crowd around our big, sociable bar. But equally you’ll find lots of quiet, cosy nooks perfect for escaping the world over a pint. I went twice in Liverpool and I had twice sunday lunch here!

The Lion Tavern

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This unassuming corner pub contains hidden treasure. It may not have the grandeur or scale of some other Liverpool pubs, but the Lion has the warmth and intimacy of a welcoming local. The main bar is pleasant with some attractive art nouveau tiles. Explore further, by way of the gents, and you’ll find an L shaped corridor and screen of carved timber and etched and cut glass, with art nouveau tiling below. This screen acts as a servery the rooms behind, the walls to which were removed in the 1960’s. A mid 19th century pub, it was remodelled in the early 1900’s. This type of lobby layout is peculiar to Liverpool pubs, according to Mark Girouard, the Victorian pub historian. The Lion Tavern has a wide selection of good cask ales on eight handpumps and over 80 malt whiskies. The pub speciality is pork pies kept in a fridge on the bar. There’s always plenty to do with a quiz night every Tuesday, a board game club, meetings of the Bob Dylan Society and an acoustic night to name but a few.

08.09.13 Europa v Gavà

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Pese a no estar aún al cien por cien de su potencial, el Europa volvió a ganar por tercera vez consecutiva. En esta ocasión, su “víctima” fue un excelente Gavà que se mostró superior en el primer tiempo, pero que arrastró en todo momento un error inicial que le hizo ir a remolque en el marcador. El guión del encuentro pronto se alteró debido a un intento fallido de cesión por parte de Alberto a su portero que Javi Sánchez aprovechó para hacer el primero de los escapulados. El mazazo lo supo encajar un Gavà que empezó a tener más el balón, aunque no gozó de su primera opción hasta el minuto 32, cuando Unzué remató a bocajarro y la defensa evitó un gol cantado. Quien no falló fue Uri, que sacó partido de un saque de esquina que dejó a Rafa Leva en el suelo tras un rechace. El jugador marcó casi a placer. En la reanudación, los de Albert Poch salieron entonados obligando a intervenir decisivamente al meta escapulado por partida doble. A partir del minuto 60, el Europa encontró su tono y decantó el partido a su favor. El capitán Cano, de cabeza a la salida de un córner, puso en 2-1 en el marcador antes de que Javi Sánchez redondeara su actuación con el tercer gol local, segundo de su cuenta particular. La victoria mantiene en lo alto al Europa, que comparte liderato con la “vecina” Montañesa, aunque la diferencia de goles coloca como primeros a los de Nou Barris.