Un weekend da leoni…

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Sono piú o meno le 16.30 di domenica 16 marzo, quando posseduto dalla stanchezza su una sedia dell’aeroporto londinese di Southend aspetto inizi l’imbarco del mio volo per Barcelona. Sono cosí stanco che solo pensare alle 2 ore e mezzo di volo mi viene male. Fuori brilla un sole incredibile, 20 gradi a marzo da queste parti sono abbastanza rari e mentre finisco la mia bottiglia…d’acqua…riavvolgo il nastro di questo fantastico fine settimana in compagnia di buoni amici. É venerdí pomeriggio quando parto per Londra, le solite formalitá alla T2 del Prat e giá sono seduto sul volo per la capitale britannica. Avró fatto questo tragitto decine di volte eppure, come sempre, c’é quell’emozione che provo come fosse la prima volta…amo Londra e quest’amore viscerale aumenta pian piano che frequento i miei amici, i quali riescono a farmi sentire a casa, e ne conosco di nuovi. Diciamo che la mia Londra é una cittá diversa da quella dei turisti, sono stato tante volte che non ho la necessitá di visitare qualcosa in concreto, quindi per me é un pó come tornare a casa…vai al pub di sempre, con le persone di sempre a passare il tempo insieme, tra una risata, una conversazione e ovviamente qualche pinta. A partire solo e senza Emanuele in cittá pensavo di dover passare un pó di tempo da solo, ma ovviamente mi sbagliavo. I luoghi comuni dipingono i londinesi come persone poco amichevoli e chiuse, la veritá é che in ogni momento hanno fatto di tutto per farmi sentire a casa, mi hanno trattato come uno di loro, ho conosciuto nuove persone che non hanno esitato un attimo a offrirmi il loro divano per la prossima volta… Detto questo, arrivato a Southend ho giusto il tempo di mettere la scheda inglese nel telefono per ricevere i primi messaggi. Dopo un’ora di treno, prima volta in Greater Anglia, raggiungo Liverpool Street e solo entrare nell’atrio della stazione é un tuffo al cuore, basta guardare l’architettura per capire di essere arrivato…giú nella metro, passaggio rapido con la oyster card e in poco piú di mezz’ora raggiungo l’hotel piú schifoso di tutto il Regno Unito a Earl’s Court. Il tempo di lasciare lo zaino, prendere un panino al volo ed eccomi a Putney…attraverso il fiume…la luna fa un riflesso splendido sul Tamigi con le luci della capitale che brillano sullo sfondo, il Bishop Park all’orizzonte e il Bricklayer’s Arms dietro l’angolo…giusto il tempo di entrare e inizia la festa, l’abbraccio di Daren “welcome my friend” e Hugh mi viene incontro con una pinta. Piano piano arrivano anche gli altri e la sensazione é unica. Passiamo una splendida serata fino a quando la maledetta campana chiude i rubinetti delle spine… Come sempre, a Londra, non riesco a dormire, troppa l’emozione di essere li e di non volere sprecare il tempo…quindi alle 8 local time sono giá sotto la doccia…il cielo é azzurro e terso, il sole brilla, la temperatura é ottima…mi infilo nella tube…voglio andare da Kazan a Victoria a mangiare la mia Full English Breakfast preferita, una delle cameriere lavora li da molti anni, entro mi sorride e mi saluta…mi conosce…e con un sorriso mi dice di avermi visto spesso quest’anno. Da li inizio la mia passeggiata, Buckingham Palace, attraverso i parchi fino a Westminster poi Covent Garden, Leicester Square, Piccadilly, Soho e giunto a Oxford Circus ricevo un sms che mi infoma che mi stanno aspettando al pub…rieccomi a Putney ma oggi é una giornata diversa…gioca il Fulham e si respira un aria frizzante! Il Bricklayer é stracolmo, ci sono diversi tifosi del Newcastle mischiati a noi con le loro magliette e il loro accento incomprensibile, nel cortile del pub al sole ci sono quasi tutti, il tempo di qualche pinta e via verso il Cottage. Oggi é un giorno speciale, dopo un conocorso sul sito web del club ci sono due novitá, la prima il mio nome col mio messaggio di incoraggiamento nel tunnel degli spogliatoi, la mattina che il club ha pubblicato la foto mi hanno scritto tutti tra facebook e sms, e la canzone del gruppo dei miei amici, Emergency Bitter, passata per la radiofonia dello stradio durante il riscaldamento. Della partita parleró dopo ma solo vi dico che il Signor Ashkan Dejagah mi ha quasi fatto ribaltare dalla seggiolino quando ha infilato quel siluro nell’angolo alla sinistra del portiere. Game Over…3 punti per noi. Prima di uscire e di passare per il Club Shop si avvicina un tifoso del Fulham, John, si ricordava di me dalla partita con l’Aston Villa, chiacchieriamo qualche minuto e ci diamo appuntamento al match con l’Hull City ad aprile. Si torna al pub…ma lo giornata non é assolutamente finita…in serata al 12 Bar London, famoso per aver visto i primi passi dei Sex Pistols, la band di Daren, Joe, Alb e Phil…Emergency Bitter…suoneranno dal vivo. Che altro desiderare se non un bel concerto punk per chiudere in bellezza una giornata cosí rilassante? I ragazzi vanno prima, io passo all’hotel a lasciare la borsa coi miei acquisti del club shop, un altro panino…siamo in Inghilterra…e mi trovo con Hugh a Earl’s Court. Il 12 Bar London é famoso per il punk, e vista la cittá potete immaginare la fauna. Quello che non potete immaginare é l’educazione e il rispetto delle persone, la stessa tipologia di persone in Italia avrebbe un atteggiamente ben diverso…ma siamo nel paese del “polite” quindi il sorry, cheers e thank you sono sempre presenti anche dove le persone vestono stracciate e hanno lunghe chiome verdi a punta! La serata vola via rapida…troppo rapida e col magone arriva il momento dei saluti…un abbraccio con tutti…un arrivederci a presto ma quando arriva il turno di Daren succede qualcosa che mi lascia davvero a bocca aperta…era evidente che tra me e lui la simpatia e l’amicizia ci sia stata da subito…ma nonostante questo si avvicina si batte la mano sul cuore mi abbraccia…see you soon mate… Direi che il resto non conta…rimangono ore…una passeggiata a Regent Park in una domenica mattina estiva o un’altra colazione inglese…il calcio…la musica…questa cittá…ma la cosa piú importante…sono gli amici che mi sono fatto, che mi fanno venire voglia di andare, che mi fanno capire la loro cultura e cercano di capire la mia…coi quali si ride, si scherza, si beve e si tifa Fulham. Forse invecchiando sono piú sensibile a queste cose, peró queste cose insegnano che coi pregiudizi e le chiusure non si va da nessuna parte. Thanks chaps, see you soon!

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Pubblicato il 9 aprile 2014, in Trips con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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