Liverpool away

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Credo che, se vuoi provare a far capire certe emozioni a chi ti legge, devi scrivere certe cose col cuore ancora caldo e per questo inizio a scrivere questo post ancora con la faccia stanca dal fine settimana nel Merseyside. Venerdí mattina tutto inizia con un grande spavento, non trovavo la carta d’identitá…inutile dire che il famoso “keep calm” non rientrava nel momento. Ovviamente al riuscire a raffreddare la mente ecco il lampo di genio che permette di far scivolare in tranquillitá il resto della giornata. 2 ore e poco piú di un volo tranquillo quando il pilota annuncia che in 20 minuti avremmo toccato terra al John Lennon International Airport di Liverpool dove lasciati alle spalle il sole e i 22 gradi di Barcelona ci stava aspettando una grandinata e 6 gradi di temperatura, welcome to UK. Pochi metri sotto la grandine, la coda rapida per l’immigration e sono giá sul 80A con destinazione Liverpool quando scopro che i miei compagni di viaggio sono bloccati all’aeroporto di Manchester (circa 50 km da Liverpool), dove il loro bus é misteriosamente scomparso. Intanto arrivo in cittá mi faccio una splendida passeggiata “under the rain”, almeno aveva smesso di grandinare, fino a trovare l’hotel. Check in fatto non resta che aspettare e visto che avevo fatto i compiti a casa sapevo che uno dei “5 best pub in Liverpool” era dietro l’hotel. Ovviamente non perdo tempo, troppa voglia di “Casc Hale” e cosí eccomi al “Lion Tavern”, il pub é pieno, é venerdí sera…riesco a guadagnare un posto alla barra e dopo 3 minuti passati in solitudine ecco che il mio vicino attacca bottone “Mick” una 50 d’anni con maglietta dello Zenith, season ticket holder del Man U, con lui Ian tifoso e abbonato del Huddersfield e un finlandese, di cui non ricordo il nome, residente e tifoso del Liverpool. Passo una buona serata ed esco giusto a tempo per ritrovare i reduci di Manchester sulla porta dell’hotel. Sabato mattina é il “matchday”, Anfield Road un sogno che diventa realtá, uno di quei campi mitici, quelli sognati dai tifosi di calcio di tutto il mondo ma quasi impossibile per l’estrema difficoltá a trovare i biglietti per la partita. Mi sveglio presto nonostante sia andato a letto tardi, l’emozione della giornata si sente giá. Ci prepariamo e usciamo…bisogna cercare una colazione inglese, la troviamo anche se non é la migliore che ho provato…forse un pó povera ma comunque molto buona. Ora siamo pronti, qualche messaggio coi ragazzi in viaggio da Londra, appuntamento all’away pub “The Arkles” intorno all’una. Cosí si parte, autobus in direzione Anfield dove ci accoglie un bel acquazzone! (Da notare che sono stati 2 giorni di sole a parte questi 2 episodi circoscritti). L’aver giá fatto il tour di Anfield il passato mese di aprile forse ha rovinato un pó l’emozione di trovarselo davanti peró sapevo che non sarebbe stato assolutamente cosí. The Arkles é in Anfiel Road a circa 200 metri dal “away sector” e la veritá che nonostante fosse il pub indicato come “away” le due tifoserie erano perfettamente mischiate con un incredibile rispetto delle parti…ambiente disteso, Reading v QPR sui maxischermi, pinte e chiacchiere…poco dopo arrivano i “londinesi” e purtroppo il tempo passa veloce, qulche pinta e via verso lo stadio, un controllo rapido da parte dei 2 agenti sulla porta ed eccoci nella pancia di Anfield…the dream becomes true. Un hot dog, una pinta (ovviamente) un salto al bagno e su per la scala….un respiro profondo ed eccomi li, finalmente. Lo stadio é giá quasi tutto pieno, lo sará in pochi minuti…il tempo di raggiungere i nostri posti e guardarsi un pó intorno che partono le note di “You’ll Never Walk Alone” e le squadre entrano in campo. Arrivati a questo punto del racconto mi fermo, guardate il video che ho fatto e provate a immaginarvi seduti li al mio posto, potrei scrivere milioni di parole ma non sarei in grado di farvi provare quell’emozione…vi dico solo del silenzio rispettoso dei tifosi del Fulham durante l’inno del Liverpool, ne abbiamo presi 4 e i tifosi del Liverpool a 2 metri da noi non ci hanno insultato, derisi o tirato niente e a fine partita siamo usciti immediatamente tornando a mescolarci per le vie intorno lo stadio….When you walk through a storm, hold your head up high, and don’t be afraid of the dark, at the end of the storm there is a golden sky and the sweet silver song of the lark. Walk on through the wind, walk on through the rain, though your dreams be tossed and blown. Walk on, walk on with hope in your heart, and you’ll never walk alone, you’ll never walk alone…

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Pubblicato il 11 novembre 2013, in Trips con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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