This is Anfield!

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Anfield, uno degli stadi piú mitici del pianeta non poteva non essere incluso nel mio weekend a Liverpool. A dicembre visitai il Van Gogh Museum di Amsterdam e davanti ai quadri studiati a scuola esternai il mio pensiero saggio “a me non fanno ne caldo ne freddo….saró arido” scatenando le risa dei presenti! La veritá é che ognuno ha in cuor suo la sua passione….e la mia include tutto quello che gira intorno a un prato verde. Erano giorni che pensavo a Anfield, erano giorni che sapevo che mi sarei emozionato, erano giorni che pensavo quello che la gente avrebbe costruito sul fatto che una persona potesse sentire qualcosa di cosí sensazionale per un’opera dallo scarso contenuto culturale. Francamente non me ne frega niente, chi si crede superiore per preferire un Picasso puó anche smettere di leggere. Quello che so é che domenica 27 aprile continuava a girarmi nella testa una canzoncina “When you walk through a storm, hold your head up high, and don’t be afraid of the dark; at the end of the storm there is a golden sky and the sweet silver song of the lark”, e in cuor mio ero molto felice di condividere le emozioni che avrei vissuto con una persona davvero speciale, che mai avrebbe giudicato le mie sensazioni e che, al contrario, le avrebbe vissute sulla propria pelle esattamente come me…questa persona ha trasformato una giornata grandiosa in una giornata che resterá per sempre nei miei occhi e nel mio cuore. Eccomi qua “This is Anfield” cielo grigio e vento freddo…compriamo i biglietti del tour e facciamo un giro per vedere la targa in memoria del Heysel, il monumento alle vittime di Hillsborough e il mitico cancello che riporta il “You’ll never walk alone”. Quattro chiacchiere con un simpatico addetto alla sicurezza e via per il tour…se Anfield era un mito…visitarne la pancia lo ha reso un super mito. Niente di moderno, tecnologico, supercomodo…tutto piccolo, sala stampa con angolo cottura e poche sedie, corridoi stretti e spogliatoi con panche di legno…esattamente come quelle che ognuno di noi ritrova ogni volta che va a giocare con gli amici. Ebbene si Gerrard e compagnia siedono su panche di legno scomode, ma rosse! All’uscita direttamente lo stretto tunnel che porta al terreno di gioco…lo attraverso…tocco lo scudo come visto fare decine di volte ai giocatori di casa al momento di entrare in campo ed eccomi li, a bordo campo, emozionato come un bambino di 7 anni a Gardaland. Sarei rimasto li ore a respirare il profumo dell’erba, a godermi il silenzio di un campo che quando pieno ribolle come una pentola. Lo immagino pieno e mi riprometto di vederlo pieno, immagino il coro dei tifosi e i brividi scendono lungo la schiena. Purtroppo arriva l’ora di uscire, passando per il museo a toccare la coppa dei campioni e a portare a casa qualcosa che non dimenticheró mai e a ricordare sempre che: When you walk through a storm, hold your head up high, and don’t be afraid of the dark; at the end of the storm there is a golden sky and the sweet silver song of the lark. Walk on through the wind, walk on through the rain, tho’ your dreams be tossed and blown. Walk on, walk on with hope in your heart, and you’ll never walk alone, you’ll never walk alone. Walk on, walk on with hope in your heart, and you’ll never walk alone, you’ll never walk alone…..

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Pubblicato il 3 maggio 2013, in Football con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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