Archivio mensile:ottobre 2012

26.10.12 Barcelona B v Recreativo Huelva

Esordio assoluto a una partita della Liga Adelante ovvero la serie B spagnola. Aprofittando del carnet di un amico e della compagnia di Laura mi reco al Mini Estadi per la partita tra il Barça B, equivalente alla nostra primavera, e il Recreativo Huelva. Prima di tutto spiego che in Spagna non esiste il campionato primavera, le seconde squadre militano nei campionati nazionali come le altre con la unica regola di non poter giocare nella stessa categoria della prima squadra. Faccio un esempio, l’anno scorso il Villarreal B si stava giocando la promozione alla Liga peró a causa della retrocessione del Villarreal é stato a sua volta retrocesso in Segunda B, la nostra Lega Pro. Dietro al Camp Nou c’é un altro stadio, con una capienza di circa 20000 posti dove gioca il Barça B, era tempo che volevo andare a vederlo peró non ne avevo avuto l’opportunità, cosí approfittando di un venerdí sera senza grossi programmi…
La partita ha un tasso agonostico molto elevato, la sensazione che sia molto piú maschia di una qualsiasi partita di Liga. Molta grinta e molti contatti al limite del regolamento, per dare idea sembrá più una partita di calcio inglese che spagnolo. Il Barça B ha lo stesso sistema di gioco della prima squadra, questo é il marchio di fabbrica del Barça, tutte le categorie giocano allo stesso modo per permettere di avere sempre “pezzi di ricambio” pronti all’uso. Peró in difesa balla parecchio infatti il Recre solo al crederci un pó non fa troppa difficoltá a passare, fino a ribaltare il risultato negli ultimi 7 minuti. Essendo la partita ad accesso libero mi sono accomodato in tribuna, e mi sono trovato a fianco giocatori come Zubizarreta, oggi dirigente del Barça o Albert Ferrer purtroppo conosciuto nella maledetta notte di Wembley.

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25.10.12 Euroleague Barça Regal v Besiktas JK Istanbul 72-60

Non sono un super appassionato di pallacanestro, peró mi piace abbastanza per andare a vedere qualche partita e ovviamente quelle che piú mi interessano sono quelle di Euroleague soprattutto se giocate contro squadre con tifoseria al seguito. In attesa del Partizan, la prossima settimana, mi sono dedicato ai turchi. I tifosi del Besiktas sono arrivati in quantitá al Palau e soprattutto sono stati molto rumorosi, d’altro lato bisogna dar merito al tifo organizzato di casa che regala un’ambiente veramente molto caldo contando su 2 gruppi divisi tra le due curve. La partita é stata emozionante, forse una delle piú belle che ho visto fino ad ora, il Barça alla fine é riuscito a spuntarla ma gli é costato davvero molto e l’incertezza é durata fino agli ultimi minuti del quarto tempo. Il best player, a mio giudizio, Marcelinho Huertas…mi é piaciuto davvero molto e credo che nel momento chiave sia stato determinante mentre il miglio marcatore é stato Jawai con 14 punti! Adesso aspetto i Grobari del Partizan, ovvero i becchini che ovviamente saranno di scena al Palau il primo di novembre….

23.10.12 Barcelona v Celtic

Torna la Champions League e arrivano gli scozzesi del Celtic…e ne arrivano quasi 8000, occupando tutto il settore ospiti e una buona parte dei posti lasciati liberi dai soci del Barça. Credo che la tifoseria del Celtic sia una delle piú simpatiche in assoluto, chiassosi, colorati e estremamente amichevoli. Giá dalle prime ore del pomeriggio si potevano vedere gironzolare per la cittá con la immancabile lattina di birra in mano, con le loro magliette biancoverdi e molte bandiere irlandesi. Allo stadio si sentono praticamente solo loro e il mitico “I just can’t get enough…” cantato nell’atistadio contagia tutti i passanti! La partita non é un gran che, il Celtic é ordinato e difende con 8 uomini dietro la linea del pallone, in piú la stazza dei giocatori scozzesi non favorisce i piccoletti del Barça. Il Barça é troppo lento, macchinoso e davvero poco fluido in schemi che dovrebbe conoscere a memoria e cosí, come giá successo varie volte quest’anno, al primo affondo degli avversari incassano…Samaras 0-1! Il Barça inizia a macinare gioco ma con difficoltá e ad ogni modo raggiunge il pari con un gran gol di Andrés Iniesta. Il secondo tempo segue il trend del primo, pero il Barça non molla mai e continua a lottare fino alla fine ottenendo, questa volta, quel goal all’ultimo secondo che non era arrivato al precedente match contro il Real Madrid. Jordi Alba marca il 2-1 praticamente a tempo scaduto e il Camp Nou, che giá si stava svuotando da un pezzo, esplode in un boato liberatorio.

21.10.12 Parma v Sampdoria

Finalmente si torna in trasferta e finalmente riesco a mantenere la promessa fatta a Marco anni fa di andarlo a trovare a Felina. Il fine settimana inizia con complicazioni, un appuntamento di lavoro a Lleida, la pioggia su Barcelona che blocca la circolazione e una corsa disperata per arrivare all’aeroporto del Prat per sentirsi dire sulla porta….”lei é l’ultimo”! L’aereo arriva puntuale e subito sul pullman per Milano Centrale dove riesco a vedere un treno che parte davanti a me….il successivo sarà un’ora e mezza piú tardi alle 23.20 e come ciliegina sulla torta il sistema non vende biglietti in quanto il treno risulta erroneamente completo. Arriva un pó di sconforto…aspettare le 5.15 per il prossimo o salire sul treno senza biglietto rischiando la multa….ovviamente la seconda. Decisione presa resta la necessitá di far passare il tempo e visto che sono praticamente a digiuno da pranzo esco dalla stazione a cercare una pizzeria…e ne trovo in abbondanza…se non fossero tutte cinesi! Vince l’appetito ed entro alla pizzeria “Calipso” che vista da fuori sembra un bordello del Nevada…. Il cinese é gentile e simpatico e di evidentemente nascita meneghina, mentre il pizzaiolo marocchino corre a destra e sinistra per fare in modo di servirmi senza farmi perdere il treno. Nota a margine, pizza, acqua, dolce, caffé e un servizio davvero ottimo per 15 euro….meditate pizzaioli italiani meditate….
Si torna in stazione e li la prima sorpresa, molta gente é nella mia stessa condizione cosa che garantisce il non passaggio del capotreno…giá che il clima si presenta caldo. Finalmente arriva la prima cosa fortunata, nel mio scompartimento conosco Silvia, una ragazza di Todi che vive tra Milano e Londra e Emanuele Gelsomino…milanese residente a Barcelona….devo dire un grazie enorme a questi 2 ragazzi perché hanno fatto volare le 2 ore di treno tra scherzi e prese in giro….soprattutto la povera Silvia! Ore 01.15 e finalmente eccoci a Parma dove mi aspetta il buon Marco per accompagnarmi a Castelnovo né Monti a casa dell’altro Marco che ci aspetta a casa completamente posseduto dall’influenza guardando serie TV, che scopriró essere la sua grande passione, e visto che, come dice lui, dorme meglio sul divano mi cede il suo comodissimo letto…non prima di aver chiacchierato ben oltre le 4. Sabato mattina ore 11.15 suona la sveglia, caffé, doccia e conosciamo la realtá di Castelnuovo! La provincia Emiliana é davvero uguale a quella che racconta Ligabue, la vita nel fine settimana gira intorno al bar, in questo caso il mitico Seven, dove tutti passano e tutti si ritrovano…dove si beve un caffé, si guarda la partita, si legge la Gazzetta e tutti si incontrano! Stiamo un pó li, dove tutti erano a conoscenza della mia venuta….mi presentano molte persone peró i nomi si dimenticano in fretta. Ed ecco sopraggiungere l’ora di pranzo….il cinghiale mi aspetta in quantitá industriale…secondo me lo ho mangiato tutto….chiacchiere, un pó di vino e usciamo leggermente appesantiti! É la volta di andare a Felina, confermo che esiste, c’é il compleanno di un ragazzo e ci aspettano flute di spumante…e li un’altra similitudine con Radiofreccia….arriva un signore sulla cinquantina abbondante e Marco commenta “lo vedi quello? parla con gli Ufo!” Fatto il bar tour prima attivitá culturale della giornata….visita alla montagna dove i ragazzi vanno a scalare…davvero bella e il tramonto tra nuvole e foschia toglie il fiato…peró la trappola é in agguato….sotto la montagna c’é un ristorante e io non ho ancora provato lo gnocco fritto….inutile dire come finisce…sono le 19 e sono stracolmo di cibo peró arriva un’altra tegola… i ragazzi ci stanno aspettando al Seven per i funghi… La sera continua tra l’Oktoberfest e il Seven dove la finisce cantando “Ma il cielo é sempre piú blu” a squarciagola e divertendoci un sacco. Interrompo il racconto per una nota seria. Questo weekend, dove sono stato davvero benissimo, ho capito che non é la quantitá del tempo a determinare chi é un buon amico….sono stato accolto da veri amici che purtroppo non posso vedere molto spesso….peró quando le persone ti aprono il cuore e te lo fanno vedere ti regalano un’emozione unica e voglio dirvi ancora una volta: grazie e spero davvero possiate aver sentito quanto la vostra amicizia é ricambiata. Domenica tocca la sveglia, c’é la partita e Parma é a un’ora di strada…colazione e via…una piadina…una coca cola…scusate ma un pó di ricreazione….e tutti dentro allo stadio, ognuno nella sua curva. Trasferta libera, per la prima volta dopo tanti anni….siamo tanti e da tutte le parti…colorati e pronti a sostenere la nostra Samp in una giornata condivisa con gli amici gialloblù. Qui altra nota a margine…poco tempo fa un caro amico delle superiori mi invitó a una cena dove mi presentó gli amici con cui va alla partita. Ragazzi simpatici coi quali ho passato una bella serata, tra questi ovviamente con qualcuno ho legato un pó di più e conosciuto un pó meglio, tra questi Lidia e Marina che nonostante mi conoscano appena mi hanno praticamente adottato e aiutato moltissimo… non ho davvero parole per ringraziarle e spero poter ricambiare prima o poi. Un pensiero anche a Ombretta, altra amica che ogni volta cerca di vedermi per salutarmi anche se a causa del poco tempo non riesco quasi mai a vedere, Ombretta é trasparente e si sente quanto sia legata a me…. pensierino anche per Luciano che nonostante passino gli anni é sempre pronto a ricordare i nostri trascorsi in blucerchiato o col biancoblú della Pro. Detto tutto questo credo che parlare della partita sia un dettaglio abbiamo giocato male, l’arbitro come sempre si é messo di traverso ma alla fine la sconfitta é meritata. L’ultima punto lo dedico agli amici che mi hanno prelevato dal settore ospiti per portarmi all’aeroporto di Bergamo…tra code e rallentamenti e 50 minuti di ritardo arrivo a casa…davvero felice e pieno di gioia per quello che tutti voi mi avete regalato!

Lo imposible

El nuevo film de Bayona es una de las experiencias más intensas que se pueden vivir en una sala de cine desde hace mucho tiempo. Sobre todo sabiendo que tras ese guión se encuentra la historia real de matrimonio y sus tres hijos que se vieron sorprendidos por las gigantescas olas mientras estaban de vacaciones. Lo imposible es una película que te sacude, que te llena y te vacía una y otra vez sin dejarte respirar, te arrastra por un tsunami que es una de las secuencias más espectaculares y perturbadoras que he visto en mi vida. Pero Lo imposible no impresiona sólo por sus efectos ni por los medios de producción que le han permitido reconstruir la catástrofe que tuvo lugar en Tailandia en 2004. La forma en que Bayona sumerge la cámara mientras el agua lo destruye todo, haciendo que compartamos la angustia de los personajes, o cómo mueve ese primer plano del rostro de una herida y moribunda Naomi Watts logran que las emociones traspasen la pantalla. Somos parte de algo sobrecogedor. Un viaje al corazón de aquello que hace grande al ser humano: la fuerza que nos da el amor que sentimos por nuestros seres queridos. La interpretación no sólo de Naomi Watts, sino de Ewan McGregor y sobre todo de Tom Hollande (Lucas el hijo mayor) es de un impacto emocional tremendo. Bayona incluso mide la banda sonora para que no estorbe y tiene un talento único para conseguir que el dolor, el miedo y la ternura se fundan magistralmente en las imágenes. Sin olvidar el magnífico trabajo de montaje, otra de las claves del film. Lo que queda al salir de la sala es una profunda sensación de desgaste emocional y un fuerte convencimiento de que, bajo toda esa capa de lodo egoísta y frívolo en el que vivimos, se esconde una generosidad innata que nos hace extraordinarios. Por último si sois demasiado impresionables o sensibles no se si os recomendaría esta película….

07.10.12 Barcelona v Real Madrid

Questa volta é davvero complicato raccontare il Barça v Madrid. Questo perché la partita é un vero scontro politico e mai come quest’anno i toni erano particolarmente accesi. L’11 settembre, giorno della Diada di Catalunya, oltre 1500000 di Catalani sono scesi in piazza per chiedere l’indipendenza e a partire da quella data si sono moltiplicate le azioni politiche per ottenerla. La partita di calcio tra le due superpotenze della Liga non poteva cosí rimanere nell’ambito calcistico e questo si capiva subito durante la marcia di avvicinamento allo stadio. La moltitudine vestiva la maglietta blaugrana e portava legata sulle spalle la “senyera”, la bandiera catalana, persone di tutte le età fino a ultra settantenni fasciati nel drappo indipendentista. Fuori dallo stadio varie televisioni internazionali, per esempio la BBC, fermavano i tifosi per chiedere qualcosa rispetto a questo sentimento indipendentista, il clima era davvero elettrico… Dentro lo stadio all’inizio calma apparente, si capisce che non é un giorno come un altro, quando il Real fa la piña per motivarsi prima di lasciare il campo dopo il riscaldamento i fischi cadono copiosi dagli spalti, ma il bello deve ancora arrivare. All’entrata in campo dei contendenti, l’inno cantato a squarciagola e centomila cartoncini a disegnare un’enorme “senyera” in tutto lo stadio, atmosfera surreale che diventa assordante al minuto 17 e 14 secondi (1714 cuando Catalunya perse la guerra che le costó l’indipendenza) quando quasi tutto lo stadio si alza, sventolando la bandiera catalana al grido “independencia”….da brividi. Detto questo della partita in se posso solo dire che questo signori e signore é il calcio! La guerra tra titani, il meglio del meglio su un tavolo da biliardo. Un 2-2 alla fine giusto anche se all’ultimo secondo il Barça avrebbe avuto la palla per far crollare lo stadio. Nota a margine, é stata un’esperienza curiosa e emozionante, ho visto da vicino un sentimento che non essendo nativo non potró mai capire…peró nel contesto, indipendentemente da quale sia il mio pensiero, riconosco che é stato davvero un’esperienza unica.

Magic Mike

De las despedidas de soltera a la priemra salida nocturna, cuando la chica cumple 21 años (momento que en Estados Unidos puedes coger una cogorza pública y legal): el exótico mundo de las mujeres en celo en una noche de farra. Donde la carne en exhibición, en contra de lo habitual, la ponen unos tíos cachas que convierten el sexo, o mejor, su similacro, en chupitos y dinero. Soderbergh se acerca a ese mundo, y a los hombres que lo habitan, envuelto en las formas de una fábula amable y romántica. Su objetivo no es hacer sangre ni ponerse moralista. No juzga: muestra. Y lo hace lejos de la cociencia social y la ironía de, por ejemplo, Full Monty, donde también un grupo de tíos se desnudaban por dinero. Pero allí se empezaba por la piel para llegar mas lejos, digamos al alma. Mientras que en Magic Mike, por el contrario, a lo mas profundo que llegamos a la epidermis de Channing Tatum, dicen que el sucesor de Brad Pitt en esto de los suspiros femeninos, pasada por infinitas horas de gimnasio. Y a la mefistofélica presencia de Matthew McConaughey, en el papel del diablo tentador con más esteroides de la cuenta. O sea, en Magic Mike el mal queda resumido entre un tío cachas hecho un lío y un pobre diablo, en el papel esos que borda McConaughey. Quiero decir que Magic Mike no es cáustica ni melodramática. Es más bien como aquella denuncia bronca que fue Showgirls, en aquel caso de la prostitución en cubierta del espectáculo y Las Vegas. Una denuncia donde se enseña en abundancia lo que se crítica. En ese sentido hipócrita. Pero también muy tierna. Donde el ritmo de vida es tranquilo, como las fiestas, por mucho que haya unos tíos de acero divirtiendo a un buen números de chicas alborotadas. Soderbergh lo cuenta bien, con gusto setentero y con pericia de maestro. Y es que oficio no le falta. Si no va más allá, es porque no quiere. No hurga, no. Se pasea tranquilo por el lado salvaje, como si fuera una caminata de domingo por la mañana.

A Roma con amor

La comedia y las complicaciones que surgen en las relaciones de pareja son los ingredientes favoritos de Woody Allen, que esta vez se ha instalado en la capital italiana para rodar un film compuesto por varias historias que tienen como vinculo las fantasías de sus personajes y en escenario común: Roma. Con referencia a El Decamerón, de Boccaccio, diálogos con puntos de luminosa ironía y algunos ingredientes de la comedia clásica italiana, A Roma con amor significa un proyecto especial dentro de la filmografía de Allen, no sólo porque con ella se despide de su aventura europea y regresa a su querida Nueva York, sino porque le ha animado a volver a ponerse delante de la cámara después de seis años sin formar parte del casting de sus películas. ¿La razón? Pues según explica, a medida que se ha hecho mayor le ha sido más difícil encontrar un hueco entre los personajes que él mismo crea en sus guiones. Pero este año ha hecho una excepción y se ha colado en la pantalla con un pequeño papel que ha escrito a su medida. Su último film está formado por diferentes historias, salpicadas con la personal ironía del cineasta: un hombre que de repente se convierte en una celebridad (Roberto Benigni), un ex director de ópera americano que ve la oportunidad de relanzar su carrera (el propio Allen), un hombre que viaja a Roma para presentar su mujer a la familia pero acaba pidiéndole compañía a una prostituta (Penélope Cruz), un arquitecto que quiere recuperar su juventud (Alec Baldwin) y una pareja con encuentros y desencuentros románticos (Ellen Page y Jesse Eisenberg). El film llega con una acogida desigual. Para algunos, es una comedia amena, mientras que para otros es una obra menor con errores de guión de montaje.

Salvajes

John Travolta, Salma Hayek, Blake Lively, Benicio Del Toro… Menudo reparto se ha marcado Oliver Stone para su última película, en la que también contó con Uma Thurman, aunque finalmente sus escenas fueron eliminadas en la sala de montaje. La idea inicial de Stone era rodar un drama sobre el narcotráfico, pero la acción le pudo más y ha acabado haciendo una mezcla en la que se imponen el thriller y la acción. Ya se sabe que el director de Platoon no sólo abre heridas, sino que le gusta echarles sal y limón encima, como si fuera a beberse un tequila. El director, que lleva algún tiempo dando tumbos sin acabar de acertar sus proyectos (¿cual era la mejor para echarse una siesta, Alejandro Magno o Wall Street 2?), se embarca en un thriller donde dos traficantes de marihuana se las ven con el cartel de la droga mexicano liderado por una violenta Salma Hayek. Stone presentó la película al festival de San Sebastian y además recogió el premio Donostia.

Casa Tua Osteria

Nel settembre 2006 è nata un’osteria dantesca che, saporitamente povera nei piatti e straordinariamente ricca di calore umano, prevede un diabolicamente fascinoso spazio underground, con soffitti a volta e mattoni a vista… Tavoli di legno, luci basse e occhi puntati sulla clientela di una Capalbio che non disdegna influenze senesi, pistoiesi e livornesi, sono le altre caratteristiche di uno spazio vincente, dove vanno assaggiati Pici all’Anatra, Pappa al Pomodoro e Peposo alla Fornacina… Se state cercando un posto dove assaggiare i piatti della tradizione toscana/senese piú antica, Casa Tua Osteria è il posto che fa per voi. In un ambiente familiare, caldo e accogliente potrete passare una serata molto piacevole gustando pietanze preparate con ricette tradizionali. Inoltre il personale, sempre attento e veloce, e la buona cantina dei vini renderanno la vostra serata ancora piú piacevole.